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L'intervento di Graziano Gorla, al Seminario nazionale dell'11 gennaio 2018  dell'’associazione Abitare e Anziani dal titolo “Standard edilizi e urbanistici per l’invecchiamento attivo”

 

Buona giornata a tutti, vi ringrazio per aver invitato la nostra Categoria al vostro Convegno.

Ho trovato molto interessante la lettura del rapporto e la relazione/i di oggi e vorrei portare il mio contributo alla discussione partendo dalle cose lette e sentite nel corso del convegno.

Dal secondo rapporto emerge come ridefinire il rapporto tra Anziani e Abitazione, o meglio, vada nella direzione di rispondere ai  bisogni degli anziani sul come riconvertire il patrimonio abitativo esistente da loro occupato.

Una riconversione del patrimonio, che viene detto e che condivido pienamente, risponda al bisogno di non privare l’anziano dei propri affetti, dei rapporti sociali, di relazioni e memorie che sono valori importanti per la vita, il vissuto, delle persone più anziane.

Si tratta quindi di fare una operazione di riconversione del patrimonio abitativo esistente.

Siamo tutti consapevoli di agire in un contesto di cambiamento della nostra società, non solo demografico ma ambientale, si pensi al clima, e tecnologico. Un cambiamento che, se ben governato, può offrire nuove opportunità da saper sfruttare al meglio per migliorare la vita ed il benessere delle persone e migliorare attraverso la tecnologia la qualità delle abitazioni.

Una riconversione del costruito, deve tener conto del cambiamento in atto se vuole dare una risposta in termini costruttivi ed impiantistici ai bisogni che dal rapporto emergono come fondamentali per migliorare il benessere e la vita degli anziani (efficentamento energetico, domotica, comodità delle persone, ecc…) e che, aggiungo, si collochi in un progetto di rigenerazione urbana, ma non solo. 

Si tratta di provare a guardare un po’ più in la con lo sguardo e pensare alle opportunità che la collocazione del tema specifico può avere nell’ ampia e generale politica della rigenerazione urbana, in una politica abitativa collocata in un nuovo contesto di sostenibilità ambientale, ai cambiamenti climatici in corso, ai diversi rischi che richiedono una programmazione nella manutenzione del territorio, ed al benessere delle persone che vivono, certo in una abitazione, ma dentro uno specifico contesto sociale che deve fornire servizi alla persona all’altezza delle nuove necessità, dei fenomeni di aumento della povertà, nel nostro caso delle persone anziane ma che riguardano riflessioni, analisi ed interventi sui quali la nostra organizzazione si interroga e mobilità da tempo.

Non va poi dimenticato, quando affrontiamo il tema dell’abitazione, che vi è un patrimonio privato ed uno pubblico, spesso, quest’ultimo, molto più problematico, dove l’assenza di politiche abitative di questi anni ha peggiorato le condizioni degli immobili, oltre alla vetustà del patrimonio pubblico che risale spesso agli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. 

Una condizione di vetustà, di obsolescenza, del costruito alimentata negli anni, da diversi fenomeni:  da una progressiva riduzione, ed in alcuni casi, una vera e propria assenza,  di interventi di manutenzione ordinaria degli stabili, di una assenza di programmazione manutentiva più accentuata nel settore dell’abitazione pubblica che, ovviamente, in quelle private, riutilizzo e ristrutturazione degli stabili insufficiente rispetto ai bisogni ed alle potenzialità che ancora vi sono di immobili disponibili, producendo un abbandono delle persone, il degrado delle nostre periferie, colpendo le fasce più deboli, fra queste certamente le persone più anziane, rendendo la loro condizione di vita molto difficile e precaria.

Cosa fare, da dove partire, sono le domande a cui provare a dare risposta anche ai temi posti in questo convegno.

La Fillea-Cgil crede sia necessario ripartire dal terreno della programmazione degli interventi, dando una risposta generale, anche di carattere vertenziale, coordinando i diversi programmi ed interventi di spesa pubblica oggi dispersi in diversi progetti e relativi finanziamenti.

Una politica per la casa che deve essere supportata economicamente con risorse certe e durature e con l’impegno a rivedere le politiche urbanistiche e territoriali, a partire dalle nostre periferie, alla luce del degrado abitativo e sociale, alle scelte sbagliate di uno sviluppo che non ha tenuto conto dei cambiamenti sociali, ambientali e climatici.

Una serie di programmi pluriennali, adeguatamente  finanziati per la messa in sicurezza dell’attuale patrimonio edilizio pubblico e privato agendo sul patrimonio esistente, politiche per fermare l’utilizzo, il consumo del suolo utilizzando e ristrutturando il patrimonio abitativo esistente. 

Le politiche dei bonus di questi ultimi anni, hanno dato impulso al cambiamento, bonus per ristrutturazione, bonus sismico, bonus energetico, bonus nuove norme tecniche, ma non sono sufficienti di fronte alla soluzione da dare a problemi complessi che chiamano in causa le scelte da fare ora per il futuro e certo, comunque, vanno migliorati.

Utilizzando i bonus disponibili possiamo dare alcune risposte, anche se parziali al miglioramento delle abitazioni e quindi alla vita ed ai bisogni anche degli anziani. 

Per l’accesso alle agevolazioni dei Bonus va data una risposta a chi oggi è in difficoltà economica che la crisi di questi anni ha amplificato, a partire dalle fasce più deboli della popolazione, e quindi anche dalle persone anziane, rendendo, in primo luogo semplici e fruibili le forme di richiesta di finanziamento per sostenere in particolare coloro che non hanno disponibilità finanziarie sufficienti con la cessione del credito alle banche, sia individuale che per i condomini, sia privati che pubblici che pare essere migliorata con l’ultima legge di stabilità ma mi riservo un approfondimento maggiore ed una cautela particolare visto che si parla di materie fiscali. (in passato le sorprese, purtroppo, non sono mancate).

Servirebbe anche una maggiore e puntuale informazione anche da parte nostra, parlo ovviamente del sindacato, che si rivolga alle persone interessate, a tutti i cittadini, per informarle ed indirizzarle, ad esempio, verso i nostri centri di servizio, quelli fiscali, dove possono ottenere maggiori informazioni e servizi per utilizzare al meglio le agevolazioni disponibili.

Inoltre, livello territoriale si potrebbero individuare alcune realtà, anche per le cose che sono state dette oggi, di edilizia popolare dove intervenire con specifiche vertenze mettendo attorno ad uno stesso tavolo, Regioni,  Enti locali, ex IACP che oggi gestiscono il patrimonio pubblico, chiedendo un contributo di analisi e proposte al mondo dell'Università e delle Professioni, alle imprese edili, al sistema bancario ed ovviamente il sindacato degli inquilini del SUNIA.

 

Costruire, quindi, un intervento centrato sul territorio, partendo da una piattaforma sul tema dell’abitare e della casa sul quale stiamo provando a lavorare, aggiornando anche le nostre proposte in tema di politica della casa e del territorio, come Fillea Nazionale, con la CGIL Nazionale, lo SPI Nazionale ed il SUNIA Nazionale, coinvolgendo successivamente le nostre strutture di riferimento nel territorio.

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