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Mentre la Spagna offre aiuto alla Acquarius dopo il no del governo italiano ad accoglierla,  prosegue l'iniziativa Cgil in difesa dei diritti umani. Genovesi: in prima linea contro xenofobia!         

"La Fillea Cgil, in linea con quanto ha dichiarato la Cgil riguardo l'emergenza che vede la nave Aquarius bloccata tra Italia e Malta, per la decisione di Matteo Salvini di chiudere tutti i porti italiani, intende assumere una posizione netta di denuncia, anche in sede europea ed internazionale, dell'operato scellerato del nuovo governo italiano." E' quanto scrive in una nota alle strutture il segretario generale della Fillea Alessandro Genovesi, insieme alla responsabile delle politiche internazionali Mercedes Landolfi.
La nota prosegue: "già l'opposizione dell'Italia alla modifica del Regolamento di Dublino all'ultimo vertice europeo aveva rappresentato una grande frattura con le politiche di accoglienza ed inclusione di profughi e migranti che hanno caratterizzato il nostro paese negli ultimi anni, ora la decisione di non accogliere 629 persone, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte, costituisce un fatto gravissimo e inaccettabile. La Fillea sarà in prima linea in tutte le iniziative di mobilitazione, insieme e a supporto dei lavoratori migranti, per dire NO al razzismo e alla xenofobia in Italia!"

Intanto proseguono le manifestazioni nei porti italiani: si stanno mobilitando, spesso spontaneamente, migliaia di cittadini, organizzazioni umanitarie, sindacati, per chiedere #portiaperti e accoglienza per i migranti.

Per Susanna Camusso, come riporta rassegna.it, quella del governo è  "una logica sciagurata. In realtà stiamo ripetendo esattamente lo schema di Paesi che avevamo condannato perché chiudevano le frontiere. Penso che nessun governo debba mai utilizzare la fragilità e la debolezza delle persone per definire e regolare i rapporti di forza Come dice la legge del mare, prima viene il salvataggio delle persone e poi vengono i dibattiti politici. Penso sia più un'iniziativa presa al fine di dire che sono cambiate le cose, anche perché non affronta il vero nodo: non avendo costruito corridoi umanitari, e scelto solo politiche che intervengono dopo, si è alla perenne rincorsa di salvare persone che sono in mano agli schiavisti di vario genere e tipo". Il segretario generale Cgil così conclude: "Preferirei un governo che si muovesse piuttosto a dire 'definiamo i corridoi umanitari e sconfiggiamo davvero la tratta delle persone', che non a giocare con gli ostaggi".

Solidarietà dalla Cgil  ai tanti sindaci "delle città portuali italiane che in queste ore hanno dichiarato la propria disponibilità ad accogliere la nave Aquarius e prestare i necessari soccorsi”  leggiamo nella dichiarazione del  segretario nazionale confederale Giuseppe Massafra, che annuncia   “saremo impegnati in una mobilitazione, anche sul piano europeo, per contrastare questa deriva razzista che sta caratterizzando sempre più marcatamente le politiche sull’immigrazione del nostro Paese e dell’intero continente”.
 "Un Paese civile non gioca sulla pelle dei deboli per i propri interessi" ricorda il segretario nazionale Cgil Nino Baseotto "la linea del ministro dell’Interno è inaccettabile, atroce e si rivelerà inoltre ben presto sbagliata e velleitaria anche per quanto riguarda il peso dell’Italia in Europa e le relazioni con i partner europei."

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