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Tragedia a Taranto, cestello con due operai cade da 10 metri. La denuncia di Alessandro Genovesi: "un mix di irregolarità spaventose"                                                               

“Siamo stanchi di piangere i nostri morti e di dare le condoglianze alle famiglie di operai la cui unica colpa è il bisogno di lavorare” è il commento di Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Fillea Cgil, sulla tragedia che si è consumata stamattina in un cantiere di Taranto, dove hanno perso la vita due operai nel crollo di un cestello da dieci metri di altezza.

“Come sempre attenderemo le indagini della magistratura ma, qualora fossero confermate le primi informazioni a nostra disposizione, saremmo di fronte ad un mix di irregolarità spaventose. Innanzitutto, sembrerebbe che il cestello non fosse stato oggetto di corretta manutenzione e che i due operai fossero privi delle cinture cinture di sicurezza" spiega Genovesi  "inoltre, risulterebbero alcune opacità nel rapporto con la Cassa Edile sul fronte della regolarità contributiva."
Se tutto ciò rispondesse al vero "sarebbe una ennesima tragica conferma di quella fotografia reale che tante volte abbiamo raccontato e denunciato su una parte del mondo delle costruzioni, dove imprese corrette e che rispettano i contratti e le leggi subiscono la concorrenza di chi  sfrutta il lavoro in barba ad ogni minimo livello di decenza e dignità. Per questo non è più rinviabile l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, con l’aggravante del lavoro nero. Per questo la legge 199 contro lo sfruttamento deve essere difesa e applicata, per avere giustizia e perché, sia in termini patrimoniali che di responsabilità individuale, casi come questi non rimangano impuniti” conclude il segretario.

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