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Decreto Genova. Graziano Gorla: siamo molto preoccupati delle possibili deroghe per il rilascio della certificazione antimafia per la ricostruzione del ponte Morandi. Il comunicato stampa                        

 "Dalle notizie di stampa che si susseguono in questi giorni, siamo molto preoccupati delle possibili deroghe di legge per il rilascio della certificazione antimafia da applicare per la città di Genova e la ricostruzione del ponte Morandi.” 

E’  quanto afferma Graziano Gorla, segretario nazionale della Fillea Cgil, a proposito del decreto Genova, pubblico recentemente sulla G.U.  In particolare preoccupa l’art. 1 c.5, dove si legge che entro i prossimi 15 giorni, con decreto del Ministero dell’Interno, vengano "individuate speciali misure amministrative di semplificazione per il rilascio della documentazione antimafia anche in deroga alle relative norme.”

“Perché per quanto riguarda la ricostruzione del ponte Morandi e delle infrastrutture di Genova si debbono individuare altre misure di prevenzione e certificazione antimafia diverse da quelle del Sisma 2016 e addirittura del terremoto di Ischia 2017?“ si domanda Gorla che prosegue “sono altri i temi che vorremmo fossero affrontati e che non ritroviamo nel decreto Genova. Mi riferisco alla lotta al lavoro nero, e all’intermediazione di manodopera, sulla genuinità delle subforniture, all' utilizzo corretto del distacco di manodopera, alla sicurezza sul lavoro, al controllo degli accessi dei lavoratori che operano nei cantieri, alla corretta applicazione del CCNL edile ed al controllo sui flussi di manodopera, negli appalti e subappalti di lavoro.”

Tutti questi fenomeni “ben conosciuti e sanzionati, spesso nascondono reati più gravi che vanno prevenuti con controlli ed azione incisiva da parte dello Stato. Del resto quanto accaduto nell’area Sisma 2016 dovrebbe fare riflettere il Ministro degli Interni ed il Governo: laddove si agisce con deroghe normative è più alto il rischio di illegalità diffusa nei rapporti di lavoro, dietro cui spesso si celano fenomeni di corruzione e presenza di criminalità organizzata e mafiosa. Il sindacato come sempre è pronto a fare la sua parte - conclude Gorla -  se convocati dal Ministro saremmo ben lieti di dare il nostro contributo.”

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