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L'Ispettorato del lavoro apre al «contratto libero» nei cantieri edili. Genovesi nell'intervista di Massimo Frontera per Edilizia e Territorio: ritirare immediatamente il provvedimento          

Benefici per il datore di lavoro «a prescindere dal contratto collettivo applicato». Insorge Fillea-Cgil: immediato ritiro del provvedimento

Nell'ultima circolare n.7 del 3 maggio scorso - diramata a Inps, Carabinieri e Inail - l'Ispettorato nazionale del lavoro afferma che nella loro azione di vigilanza sul rispetto delle norme che danno diritto ai benefici contributivi, gli ispettori devono «svolgere un accertamento sul merito del trattamento economico/normativo effettivamente garantito ai lavoratori e non un accertamento legato ad una formale applicazione del contratto sottoscritto dalle "organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale"».

L'Ispettorato richiama cioè i suoi funzionari a una verifica sostanziale delle norme lavoristiche applicate in relazione alla mansione svolta. In cosa consiste la verifica sostanziale? Lo spiega la circolare nella frase successiva: «In altri termini - afferma la circolare -, atteso che la disposizione in parola chiede il "rispetto" degli "accordi e contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale", si ritiene che anche il datore di lavoro che si obblighi a corrispondere ai lavoratori dei trattamenti economici e normativi equivalenti o superiori a quelli previsti da tali contratti, possa legittimamente fruire dei benefici normativi e contributivi indicati dall'art. 1, comma 1175, della L. n.296/2006; ciò, pertanto, a prescindere di quale sia il contratto collettivo "applicato" o, addirittura, a prescindere da una formale indicazione, abitualmente inserita nelle lettere di assunzione, circa la "applicazione" di uno specifico contratto collettivo». In altre parole, l'ispettore deve verificare che il lavoratore sia assunto in base a un contratto collettivo di lavoro senza che rilevi - pare di capire - la necessaria corrispondenza tra la mansione svolta lo «specifico contratto collettivo». 

La nota dell'Ispettorato è certamente destinata a far discutere perché in poche righe sembra aprire le porte a una liberalizzazione contrattuale che nei cantieri edili che potrebbe avere conseguenze pesantissime. L'applicazione del contratto dell'edilizia nei cantieri - contro l'applicazione impropria di contratti collettivi (molto più "sexy" sotto il profilo contributivo) è una battaglia che vede unite le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali per evitare che il più basso costo del lavoro inneschi un gioco al ribasso anticoncorrenziale e penalizzante per i lavoratori. Non solo. I contributi previsti dal contratto dell'edilizia sono alla base del sistema paritetico delle casse edili e sostengono molta parte della formazione in edilizia. 

«Se l'interpretazione letterale è quella di una "tana libera tutti" ai contratti collettivi, allora l'Ispettorato si sta attribuendo una competenza che non gli è propria, sta andando contro l'ordinamento lavoristico e sta mandando un messaggio di una gravità enorme, soprattutto in un settore come l'edilizia che soffre il contratto il dumping di tantissimi contratti impropri». Alessandro Genovesi, segretario generale di Fillea Cgil spara ad alzo zero contro la novità arrivata dall'Ispettorato del lavoro. «Chiederemo immediatamente all'Ispettorato di ritirare la circolare - afferma il leader sindacale - perché suggerisce che siamo di fronte a una sorta di salario minimo - aggiunge - in cui quello che conta è che tu abbia un contratto sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil; ma se hai il contratto di 12 euro l'ora oppure un contratto di 5 euro l'ora di un'altra categoria non conta». 

«La nota - analizza Genovesi - è molto ambigua e sembra quasi scritta da due persone diverse». «Nella prima parte - spiega - dice che bisogna entrare nel merito del contratto, come se dicesse agli ispettori che quando entrano in un cantiere edile devono verificare che il lavoratore, indipendentemente dal contratto, deve essere pagato per il lavoro edile. Il problema è che nella seconda dice l'esatto contrario, e cioè che per essere in regola basta un qualsiasi contratto firmato da Cgil, Cisl e Uil. E questo significa una liberatoria totale inaccettabile».

Nei giorni successivi anche la presa di posizione dell'Ance:  Garantola: «chiederò un incontro urgente con l'Ispettorato per chiedere spiegazioni sulla circolare, e subito dopo ci rivolgeremo al ministero». 

L'indicazione che l'organo di vigilanza controllato dal ministero del Lavoro ha dato ai suoi ispettori ha suscitato immediate preoccupazioni, sia tra le imprese di costruzione dell'Ance sia tra i sindacati edili. Il motivo è semplice: la circolare, in estrema sintesi, dice che nei luoghi di lavoro gli ispettori devono verificare il rispetto dell'applicazione dei contratti di categoria, ma senza però preoccuparsi che la mansione svolta corrisponda al relativo contratto collettivo. L'indicazione rappresenta una sorta di tzunami nei cantieri, dove l'oneroso contratto nazionale dell'edilizia deve contrastare - con molta difficoltà - la concorrenza di altre forme contrattuali decisamente più "light" sotto il profilo contributivo. «È come dire che il giardiniere - esemplifica Garantola - può eseguire gli scavi o il metalmeccanico può fare muri». 

L'effetto della circolare sembrerebbe proprio quello di liberalizzare, di fatto, la contrattualistica. «Noi diciamo che il contratto si applica per intero e in modo uguale per tutti - aggiunge il vicepresidente dell'Ance -. E poi diciamo anche che il sistema bilaterale è il punto di forza del sistema edile: in questo modo il sistema bilaterale lo facciamo crollare». Garantola non lo dice apertamente, ma fa capire che la novità dell'Ispettorato sembra avere tutte le caratteristiche di una scorciatoia che porta al salario minimo, dove nei cantieri il salario minimo diventerebbe quello del contratto più conveniente per il datore di lavoro.

LA CIRCOLARE DELL'ISPETTORATO DEL LAVORO 

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