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Riforma appalti: via dalle gare l'obbligo di indicare, in modo separato, il costo della manodopera e gli oneri di sicurezza aziendali. Genovesi: norma omicida, 28 maggio in piazza con Cgil Cisl Uil              

 “Da domani chiamiamolo con il suo vero nome: decreto sblocca caporali o decreto ammazza operai” è il commento al vetriolo di Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil all’approvazione dell’emendamento allo sblocca-cantieri che esclude di indicare, in sede di gara, in modo separato il costo del lavoro ed i costi della sicurezza. 

“Siamo ad un regalo vero e proprio a caporali e imprenditori senza scrupoli. Non pensavamo che un testo di riforma già così brutto - e per questo lo avevamo chiamato sblocca porcate - potesse produrre un vero e proprio accanimento contro i lavoratori, i loro diritti, la loro sicurezza.”

Attualmente, prosegue Genovesi “il Codice degli Appalti obbliga -  con l’art. 95. C. 10, che rinvia agli articoli 97 e 23 - ad indicare quando si partecipa alla gara, in modo separato, i costi della manodopera e gli oneri della sicurezza, escludendo questi ultimi da ogni possibile ribasso. Questo per diverse ragioni, ovvie ai più: avere visibilità specifica sulle diverse voci che riguardano i lavoratori, a partire dai contratti collettivi applicati e relativi salari, ma soprattutto per evitare che si possa esercitare, surrettiziamente, il massimo ribasso sulla formazione o sui dispositivi di protezione individuale, cioè che si possa risparmiare sulla vita umana. Con l’emendamento approvato - prosegue il leader della Fillea -  tutto finisce nel calderone del minor prezzo e quindi tutto diviene meno chiaro, meno identificabile e soprattutto tutto diviene comprimibile. L’effetto sarà più lavoro nero e grigio, più insicurezza, più illegalità, facendo prosperare caporali ed imprenditori senza scrupoli. Questa è una norma omicida, non si potrebbe definire in altro modo.”

Anche per questo insieme alla Filca Cisl e Feneal Uil ed insieme a CGIL, CISL e UIL “il 28 Maggio saremo in Piazza Montecitorio per dire No al ritorno alla legge della giungla, a difesa dei diritti e della vita di migliaia di lavoratori edili e non solo” conclude Genovesi.

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