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Una proposta di politica industriale: ecco il vero sblocca-cantieri. Lunedì 17 giugno il Convegno promosso da Fillea e Cgil Nazionali.                            

Fillea e Cgil chiamano a raccolta economisti, esponenti del mondo delle imprese e del sistema bancario per affrontare il tema dei temi per il settore delle costruzioni, cioè la necessità di dare vita ad una vera politica industriale per il rilancio del settore, che per il sindacato è l’unica vera strategia in grado di sbloccare concretamente i cantieri e ridare impulso all’intera economia italiana.



Importanti gli ospiti del Convegno promosso dal sindacato, che si svolgerà il 17 giugno alle ore 9:30 presso il Centro Congresso Frentani di Roma: dall’economista Marcello Minenna al  Presidente della Banca IMI Gaetano Miccichè e Gianluca Verzelli di banca Aletti - Gruppo Banco BPM, dall’Amministratore delegato Impregilo Pietro Salini al Presidente Lega Coop Produzione e Servizi Carlo Zini, ai segretari generali delle categorie dei trasporti e metalmeccanici Cgil Stefano Malorgio e Francesca Re David, con relazione del segretario generale Fillea Alessandro Genovesi e conclusioni del segretario generale Cgil Maurizio Landini.

Nel corso del Convegno verrà illustrata la proposta sblocca-cantieri del sindacato “una proposta articolata di politica industriale che risponde all’esigenza di avere grandi aziende, più solide per competere nel mondo" racconta il leader degli edili Cgil Alessandro Genovesi, secondo il quale da parte del Governo c’è stata totale miopia, come dimostrato dal decreto di riforma del Codice Appalti “un decreto su cui il giudizio è unanime da parte di sindacato, associazioni ambientaliste ed antimafia, la stessa autorità anticorruzione: così non si sbloccheranno le opere ma si renderà il settore facile preda della peggiore legge della giungla.”



Per la Fillea è sbagliato e pericoloso l’approccio del governo al tema “vogliono convincerci che il problema che oggi abbiamo non è un problema industriale, non è un problema di investimenti pazienti, di solidità finanziaria, ma è solo un problema di regole e che quindi, liberato il mercato da lacci e lacciuoli tutto tornerà a girare. Non è così. Per quanto importanti possano essere le politiche regolatorie – e a nostro parere al massimo potremmo chiamarle de-regolatorie – esse non possono sostituirsi alle politiche industriali, all’esigenza di una regia pubblico-privato sugli investimenti. Rischiamo di sbagliare l’analisi sulla causa della malattia e di fornire al paziente una medicina, amara per i lavoratori, ma dannosa e nociva anche per il Paese.”



Per questo, nel Convegno del 17 giugno “parleremo del vero sblocca-cantieri, lo sblocca cantieri finanziario, come lo ha definito Marcello Minenna, per dare corpo ad una visione di lungo periodo per le infrastrutture e per gli investimenti nel settore, per stimolare la crescita e creare occupazione buona e di qualità, nel segno della sostenibilità” una proposta dunque che vuole affrontare alcuni nodi "in un’ottica di sistema partendo dalle costruzioni ma sperimentando iniziative che potrebbero domani essere esportate anche in altri settori strategici” conclude Genovesi.

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