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Italcementi assume 30 lavoratori nell’impianto Sarche di Madruzzo (Trento). Sindacati: ottima notizia, priorità a sicurezza, formazione, ambiente.                

Chiusura del cementificio di Testi (Greve in Chianti, Firenze), I lavoratori scrivono a Elsa Fornero,  membro del Cda di Buzzi Unicem.                 

Proclamato in tutti gli stabilimenti Buzzi Unicem lo stato di agitazione  per protestare contro la chiusura dei siti di Testi/Greve in Chianti e Arquata Scrivia. Il 18 febbraio le assemblee. 

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18.10.16 Sciopero venerdì 21 ottobre in tutti i siti produttivi Cementir-Sacci, presìdi dei lavoratori sotto le sedi delle Regioni interessate e richiesta di un incontro urgente al ministero dello Sviluppo Economico: è la reazione dei sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, e dei trasporti, Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, all'atteggiamento dell'azienda, che ha abbandonato il tavolo di trattativa nel corso dell'incontro di questo pomeriggio a Roma, presso la sede di Unindustria. 
"Senza l'affidabilità e la credibilità degli interlocutori - hanno dichiarato le segreterie nazionali delle sigle sindacali - non è possibile portare avanti il tavolo di confronto, e quindi dichiariamo lo stato di agitazione su tutto il territorio nazionale, bloccando straordinari e flessibilità. Ad oltre un mese dall'annuncio dell'azienda di licenziare 260 lavoratori, abbiamo avuto solo due momenti di confronto con i vertici dell'azienda. Oggi il gruppo di Caltagirone ha superato il segno, chiedendo di affrontare in due momenti diversi la situazione di Cementir Italia e quella di Sacci, acquisita nello scorso luglio per 125 milioni di euro. Una richiesta pretestuosa, dal momento che le due vicende sono solo tecnicamente divise, ma politicamente legate: è impensabile, per esempio, avere due Piani industriali per ognuna delle due aziende. Al Mise, inoltre, chiederemo il coinvolgimento dei Comuni e delle Regioni interessate. Cementir dimostri di avere senso di responsabilità, ritiri i licenziamenti, blocchi le esternalizzazioni, ci presenti un Piano industriale serio e fattibile. Non è possibile - hanno concluso Feneal, Filca, Fillea, Filt, Fit, UilTrasporti - che il quarto polo del cemento italiano non abbia una minima idea delle prospettive economiche, delle strategie da mettere in campo per essere competitivi, e risolva un problema economico mandando a casa 260 persone". Domani mattina in tutti i siti produttivi ci saranno le assemblee per mettere a punto il programma delle mobilitazioni. Le Regioni interessate sono Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria.

 

 

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