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 Il 15 novembre, a distanza di otto mesi dallo sciopero generale, i lavoratori delle costruzioni tornano in piazza con FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil per chiedere il rilancio del settore.  

Sbloccando il 30% delle opere pubbliche finanziate, si creerebbero tra i 180-250mila nuovi posti di lavoro: Genovesi spiega le ragioni della mobilitazione del 15 novembre in una intervista ad Adnkronos

Il 15 novembre edili Cgil Cisl Uil in 100 piazze italiane per chiedere il rilancio del settore. Lo hanno deciso a Roma i circa 500 partecipanti giunti da tutta Italia per gli Attivi unitari delle tre categorie

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27.09.16 Otto ore di sciopero per il 19 ottobre, stato di agitazione e astensione dallo straordinario: questa la decisione assunta ieri da FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e coordinamento nazionale RSA/RSU e strutture sindacali territoriali e regionali delle aziende che effettuano lavorazioni in house per conto delle società concessionarie autostradali Itinera, Abc, Sicogen, Sea, Interstrade, Sina per il gruppo Gavio e Pavimental e Spea per Atlantia.

 “Prendiamo atto che, nonostante gli impegni sottoscritti al Ministero delle Infrastrutture finalizzati ad affrontare il problema occupazionale determinato dalla nuova legge sugli appalti pubblici, sono iniziati i licenziamenti nelle aziende controllate dalle concessionarie autostradali” spiegano i sindacati in una nota “le concessionarie autostradali intendono utilizzare il biennio di transizione previsto dalla legge per licenziare progressivamente le maestranze e stanno adeguando in questo modo le loro strategie, non affidando più direttamente molti lavori alle controllate per rientrare nei limiti della legge.”

“Non intendiamo avallare questa lenta smobilitazione delle aziende strutturate” proseguono i sindacati, chiedendo al Governo di “mantenere gli impegni presi sulle internalizzazioni e di escludere con il decreto correttivo le manutenzioni e le progettazioni dal conteggio del 20% in quanto funzioni essenziali per qualsiasi concessionaria di un bene pubblico.”

“Alle imprese e alle concessionarie chiediamo di fermare i licenziamenti e di predisporre dei piani industriali che salvaguardino l’occupazione nelle società controllate” proseguono i sindacati che sollecitano le holding Atlantia e Sias ad aprire un confronto vero sui piani industriali.

Intanto, prende il via la mobilitazione in difesa di circa 2mila posti di lavoro, con lo sciopero di otto ore “in tutte le imprese edili che effettuano lavorazioni in house per conto delle società concessionarie autostradali, da effettuarsi a livello territoriale il giorno 19 ottobre sui tronchi autostradali ed allargando lo stato di agitazione all’astensione dello straordinario a partire dalla data dello sciopero.”

Prevista anche una giornata di lotta nazionale con manifestazione a Roma.

 

Il volantino nazionale >>> 


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