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 Il 15 novembre, a distanza di otto mesi dallo sciopero generale, i lavoratori delle costruzioni tornano in piazza con FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil per chiedere il rilancio del settore.  

Sbloccando il 30% delle opere pubbliche finanziate, si creerebbero tra i 180-250mila nuovi posti di lavoro: Genovesi spiega le ragioni della mobilitazione del 15 novembre in una intervista ad Adnkronos

Il 15 novembre edili Cgil Cisl Uil in 100 piazze italiane per chiedere il rilancio del settore. Lo hanno deciso a Roma i circa 500 partecipanti giunti da tutta Italia per gli Attivi unitari delle tre categorie

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07.12.16 Oggi i lavoratori delle società di manutenzione autostradale sono arrivati a Roma da tutta Italia per chiedere la modifica dell'articolo 177 del nuovo Codice degli Appalti ed il rispetto degli accordi che, nei mesi di marzo e aprile, erano stati raggiunti tra le organizzazioni sindacali ed il Ministero delle Infrastrutture. "Oggi scioperiamo per difendere 3.600 lavoratori che rischiano il loro posto di lavoro" - hanno dichiarato i sindacati dal palco allestito in piazza Montecitorio, ricordando che “le aziende sanno utilizzando questa situazione di incertezza normativa per tagliare gli organici, ed oggi sono già 403 i lavoratori licenziati”. Diversi i parlamentari che hanno raggiunto il presidio per ascoltare le nostre ragioni:
Ermete Realacci Presidente Commissione Ambiente e Territorio e le parlamentari della Commissione Lavoro Camera Giacobbe, Gnecchi, Maestri, Incerti, Casellato, Sanna.
"Vogliamo chiarire ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che noi siamo stati i primi a dichiararci favorevoli alle gare per assegnare le concessioni autostradali in un’ottica di libera concorrenza, legalità e trasparenza, e respingiamo al mittente le accuse di essere contro il mercato. Noi difendiamo il lavoro qualificato di questo Paese, siamo contrari alla cancellazione del settore e allo smantellamento delle poche aziende strutturate che manutengono e progettano le autostrade. Pertanto manterremo alta l'attenzione perché nel decreto correttivo trovi spazio la nostra richiesta di estrapolare la manutenzione e la progettazione autostradale dai vincoli previsti dal nuovo codice per l’assegnazione diretta dei lavori tutelando così occupazione e qualità del lavoro edile.”

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