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Crisi di governo. Non si gioca a poker con il futuro del Paese, con la crisi a rischio la ripartenza del settore delle costruzioni: così Alessandro Genovesi su Collettiva.it        

Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza: la nuova bozza va nella direzione giusta, su infrastrutture e proroga 110 serve continuità. La dichiarazione di Alessandro Genovesi.      

Buone notizie dal Parlamento, che accoglie la proposta di estendere il superbonus 110% agli interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche per la mobilità di disabili e over 65.    

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03.01.12 Nelle 4 Casse Edili di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo emerge la gravissima crisi delle costruzioni che sta attraversando l’intero Abruzzo "Dal 2007 al 2011 si registra un vistosissimo calo degli operai attivi, - 1Omila in tutto - con Chieti oltre -3.500 operai, L’Aquila che superata la prima fase dell’emergenza nella quale la locale Cassa Edile aveva registrato un picco di oltre 14 mila operai iscritti, nell’ultimo anno con la ricostruzione pesante praticamente ferma, scende a 10.301, registrando una perdita secca di ben 3.320 operai attivi, segue Teramo con - 1.771, ma non va meglio a Pescara che registra un altrettanto -1.696.Dei 10.287 operai attivi in meno dal 2007 al 2011, ben 5.219 edili non hanno avuto un lavoro nel corso del 2011."
E' quanto racconta Silvio Amicucci, segretario generale della Fillea Abruzzo, che prosegue "questa è la drammatica realtà, che contrasta con le roboanti dichiarazioni del Governatore della Regione Abruzzo, nonché Commissario Delegato per la ricostruzione delle zone terremotate che avrebbero visto L’Aquila e il cratere del terremoto il più grande cantiere d’Europa.Il fallimento della ricostruzione di cui ci si è intestarditi a non seguire le esperienze positive di altre Regioni, perseguendo la concentrazione di tutti i poteri sul Commissario, è messo a nudo dalla crudezza dei dati."
Per Amicucci "non servono quindi, analisi politiche per dare un giudizio della inconsistenza della gestione Chiodi, così come appare altrettanto inconsistente la tesi sostenuta da qualche settimana e solo a propria giustificazione, dichiarando a più riprese, che l’Abruzzo è orfano del Governo nazionale amico, che vedeva in Gianni Letta, l’uomo della provvidenza. Il fallimento di Chiodi è nei numeri e non può essere scaricato sul Governo Monti, così come sarebbe stato necessario che Chiodi nella duplice veste di Governatore della Regione Abruzzo e di Commissario Delegato per la ricostruzione avesse tutelato il suo territorio, invece di tutelare le assenza del Governo Berlusconi. "
Il segretario Fillea poi ricorda che il 28 dicembre scorso "una delegazione guidata proprio dal Governatore Chiodi si è incontrata con il Presidente del Consiglio allo scopo di avere rassicurazioni sull’attenzione del Governo nazionale nei confronti della ricostruzione" e auspica che l'esecutivo "sia in grado di fare meno proclami edia invece più sostanza ai problemi dell’Abruzzo, partendo proprio dalla ricostruzione dell’Aquila e delle zone terremotate, sbloccando le risorse del Master Plan, le opere infrastrutturali, e l’erogazione degli altri fondi comunitari."
Il nuovo Governo nazionale può quindi rappresentare una speranza, ma per Amicucci è necessario chiedersi se "il Governatore Chiodi sarà in grado di cambiare passo. Certo è che l’Abruzzo non può più aspettare" conclude Amicucci "siamo alla terza recessione consecutiva e la crisi economico/produttiva, la crisi occupazionale sta trasformando questa Regione in un deserto da cui scappare via."

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