La chiusura delle indagini preliminari della Procura di Ivrea sulla strage di Brandizzo, che ha causato la morte di cinque operai lo scorso anno, conferma un sistema di appalti e subappalti senza controllo e senza regole è una condanna a morte per i lavoratori.
Sono 24 gli indagati per la strage alla stazione ferroviaria di Brandizzo (Torino), l'incidente sul lavoro dell'agosto 2023 costato la vita a cinque operai, travolti da un treno mentre lavoravano sui binari. E' caduta l'accusa più grave, quella di omicidio volontario: per le cinque vittime - Michael Zanera, 34 anni di Vercelli; Giuseppe Sorvillo, 43 anni di Brandizzo; Saverio Giuseppe Lombardo, 52 anni di Vercelli; Giuseppe Aversa, 49 anni di Chivasso; Kevin Laganà, 22 anni di Vercelli - 21 persone e tre società sono ora indagate per omicidio colposo. "Fin dalle prime ore successive all'incidente, Fillea e Filt hanno chiesto chiarezza e giustizia sull’accaduto, evidenziando le gravi criticità emerse di un meccanismo perverso che privilegia il massimo risparmio a scapito della sicurezza e della vita di lavoratrici e lavoratori. Gli aggiornamenti di questi giorni, quindi, non fanno altro che confermare che la tragedia di Brandizzo non è stata una fatalità, ma il drammatico epilogo di una catena di responsabilità e omissioni dettate dalla logica del profitto ad ogni costo. Per questo motivo, FILLEA e Filt Cgil Piemonte hanno già annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel processo. È un atto dovuto nei confronti delle vittime e delle loro famiglie al fine di non permettere che il silenzio cali su questa vicenda, ma è anche la concretizzazione di un impegno volto ad assicurare che sia fatta piena luce e che i responsabili, a tutti i livelli, rispondano delle loro azioni. “La strage di Brandizzo è l'emblema di un'emergenza nazionale che chiede risposte urgenti e concrete. Come categorie sindacali che rappresentano i lavoratori dell'edilizia e dei trasporti, settori tra i più colpiti da infortuni e decessi, reiteriamo con forza la nostra richiesta al Governo di introdurre normative più stringenti sugli appalti. È fondamentale che i criteri di assegnazione tengano conto in primis della sicurezza e della qualità del lavoro. Chiediamo inoltre che venga vietato il ricorso ai subappalti a cascata, una pratica che rende opaca la catena delle responsabilità e spesso sfocia in condizioni di lavoro precarie e pericolose. Il nostro impegno congiunto, come categorie sindacali, non si ferma qui. Continueremo a lottare per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, promuovendo condizioni di lavoro sicure, rispetto dei contratti e dignità professionale. La sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un diritto inalienabile e un investimento sulla vita. Non ci arrenderemo finché non avremo ottenuto un cambiamento radicale nel sistema degli appalti e una legislazione che metta realmente al centro la vita e la sicurezza di chi lavora". E' quanto si legge nella nota della Fillea Cgil Piemonte e Filt Cgil Piemonte.