Al Sud temperature folli, molti cantieri però sono attivi: il flop delle ordinanze anti-caldo. "Confermiamo che in assenza di una legge organica in materia, le ordinanze rimangono sulla carta e senza controlli". REPORTAGE NEI CANTIERI 

Atre quattro settimane dalla firma del Protocollo per l’emergenza climatica, e dopo un mese dall ’arrivo della raffica di ordinanze regionali, in diverse zone d’Italia – specie al Sud – i lavoratori sono ancora costretti a operare ad alte temperature e senza protezione. Le maggiori criticità vengono segnalate in Sicilia e in Calabria: la Fillea Cgil racconta di aver inviato nell ’isola una quindicina di esposti per segnalare cantieri attivi anche con temperature oltre i 35 gradi, condizione che in Sicilia si verifica già dalle prime ore del mattino e non solo alla mezza. “Un lavoratore ha detto che dieci giorni fa ha avuto un’insolazione e febbre a 40 per tre giorni”, racconta Salvo Carnevale, segretario organizzativo della Fillea Sicilia. In questi giorni il sindacato sta visitando diversi cantieri, munito di fotocamera per testimoniare le violazioni: le sanzioni finora sono vicine allo zero, nonostante il timore, più che fondato, sia che quelli emersi non siano che una piccola parte dei casi di mancato rispetto dell’ordinanza anti-caldo, specialmente considerando la scarsità dei controlli. “A Enna c’è una grande concentrazione di appalti pubblici in questo periodo – racconta Carnevale –Abbiamo visitato le grandi opere dalle 9.30 alle 11.30, già sopra i 35 gradi, ma li abbiamo beccati tutti a lavorare”.  Non è solo la voglia delle imprese, soprattutto nei cantieri piccoli e privati, di continuare a lavorare a rendere più complicata l’applicazione delle norme, ma anche una serie di difficoltà operative: ad esempio su 390 Comuni siciliani solo in 100 sono presenti stazioni di  misurazione della temperatura. Anche la certificazione della temperatura, richiesta dalle norme per ottenere la cassa integrazione, è un bel problema: “La procedura non è molto semplice – spiega Simone Celebre, segretario Fillea Calabria –perché magari in alcune richieste alle 12.30 e un minuto la temperatura era sotto il minimo per chiedere la cassa e quindi sono state rigettate. Alcune aziende ci hanno mostrato le segnalazioni fatte dall ’Inps In altre Regioni la situazione è migliore. In Sardegna, ad esempio, i dati parlano di un aumento della cassa integrazione: “Siamo dovuti intervenire in qualche cantiere – spiega il segretario regionale Feneal Uil Gianni Olla - ma non abbiamo dovuto chiedere interventi dell ’ispettorato: l’anno scorso avevamo dovuto minacciare di bloccare i cantieri, quest’anno c’è più clima è stato più clemente. La situazione, quindi, non sembra omogenea. Confermiamo che in assenza di una legge organica in materia, le ordinanze rimangono sulla carta e senza controlli,  nonostante ci siano una miriade di organi preposti a farlo come Asl, Inps, Inail e vari ispettorati e che non dialogano fra loro. Siamo un Paese dove il Governo ha scelto di non intervenire in materia di prevenzione su salute e sicurezza dei lavoratori", cosi il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco.

VIDEO - visita nei cantieri di Siracusa

VIDEO - visita nei cantieri di Catania 

VIDEO - visita nei cantieri di Enna

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