In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza di genere, la Fillea Cgil lancia lo slogan 'Insicure Mai' nel fumetto di Takoua Ben Mohamed
 
 
In un Paese, che si prepara al riarmo approfondendo disuguaglianze e discriminazioni, la violenza patriarcale diventa programma di governo ed è normalizzata dalla produzione di misure e leggi misogine. Nel 2024, sono state 111 le donne vittime di femminicidio. La cultura del rispetto parte dalle parole. Comincia con le parole, anche quelle apparentemente innocue, quelle con cui vieni cresciuta, che ti senti ripetere dalle scuole elementari fino all’università, quelle che ti gridano per strada dai marciapiedi, quelle che usano per denigrarti e quelle per farti stare zitta. Sminuire le donne che parlano, non riconoscere loro autorevolezza, riconoscerne il valore soltanto se scelgono di incarnare modalità di comportamento e di leadership tipicamente maschili. Sono oltre 90mila le donne che lavorano nel settore delle costruzioni, nelle fabbriche, nei cantieri e negli uffici. Circa 70 mila hanno tra i 28 e 57 anni. Le espressioni misogine che ogni giorno centinaia di donne ricevono nei posti di lavoro rappresentano purtroppo una consuetudine.
Una violenza che parte dal linguaggio, portatrice di disagio e umiliazione, è la manifestazione concreta dell’esistenza di una cultura fondata e incentrata sul patriarcato. Violenza tra le mura di casa, per strada, nei luoghi di lavoro. Violenza fisica e verbale con minacce e allusioni sessuali pesanti.

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