A due mesi di distanza dall'ennesima strage, dove morì l'operaio Octay Stroici, l'operaio di 66 anni rimasto intrappolato per 12 ore sotto le macerie, la procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati quattro persone
di Elisa Castellucci, ufficio stampa Fillea Cgil
Il cielo appare sereno. Una giornata come tante, quando ad un certo punto, tra il brulicare di turisti e gente in corsa, una nuvola di fumo e un rumore sordo irrompono la scena. La capitale d’Italia, il grande cantiere del Giubileo si trasforma in un palcoscenico dell’orrore. Il primo crollo e poi ancora un altro. La polvere dei calcinacci, lo sforzo dei vigili del fuoco per individuare la voce flebile dell’operaio sepolto dal solaio, i colleghi scampati per un pelo stretti attorno alla moglie, il sindaco della Capitale, Gualtieri, arrivato all’improvviso che non si è mosso da largo Ricci. Tutto sugli schermi. Dalle 12.30 fino alle 00.00 del 3 novembre 2025, sotto gli occhi di tutto il mondo, una corsa contro il tempo, dove altri lavoratori tentano di salvare la vita degli operai rimasti intrappolati tra le macerie. In diretta la trepidante attesa. Ad un certo punto rimane solo Octav Stroici da salvare. Un uomo, che per andare a lavorare si ritrova 12 ore incastrato sotto i detriti. La cronaca del terribile incidente alla Torre dei Conti che solo per un caso non si è rivelata una strage di operai e turisti, si divide in due storie: quella privata di chi resta, la moglie Mariana e la figlia Alina, e quella pubblica della reazione delle istituzioni davanti a un caso eclatante di morte sul lavoro. Un incubo, lo stesso vissuto dalle migliaia di vite spezzate, che muoiono ogni giorno di lavoro. Quel 3 novembre nella capitale, la cruda verità di questa parte di mondo, finisce sui media. Tutti uniti attorno alla moglie di Octav che è lì a largo Corrado Ricci, con il fiato corto e gli occhi pieni di paura, per seguire da vicino le operazioni di soccorso. Al suo fianco l’ambasciatrice romena in Italia, Gabriella Dancau, e il personale del consolato. “Lui lotta, lui lotta”. Alina Stroici piange mentre il padre, Octav, viene intubato al Policlinico Umberto I. “Siamo vecchi, ma siamo forti. Siamo cresciuti in un certo modo, alla vecchia maniera”, afferma Marianna, la moglie, seduta nella sala d’attesa dell’ospedale, mentre gli psicologi cercano di rassicurarla. “Sì, ma si riprenderà? Respira?”. Per un istante, intorno alla mezzanotte, sembra prevalere l’ottimismo. “Vedrai che vi farete tutti una bella bevuta insieme”, prova a dire uno dei soccorritori per spezzare la tensione. Ma Marianna è perentoria, e con una battuta racconta suo marito: “Lui non beve alcol, non ha mai bevuto alcol. Per lui c’è solo il lavoro, ma adesso basta. Gli mancava un solo anno alla pensione, avrebbe potuto mettersi in disoccupazione, ma noi non siamo persone che fanno certe cose. Ora deve ascoltarmi. L’importante è che si riprenda. Il mio amore sta lottando, lo so”. Ebbene Octav morirà dopo una vita di fatiche. Era nato sessantasei anni fa a Suceava, nel nord della Romania, ai confini con la Moldavia. Da oltre trent’anni viveva in Italia. Si era stabilito alle porte di Roma, a Monterotondo, dove abitava con la moglie. Il lavoro, la vita di coppia, le frittelle a colazione, poi di nuovo al lavoro. Sul suo profilo Facebook c’è una foto con Marianna sul lungomare, e un’altra con una cassa di frutta. Octav Stroici aveva messo la famiglia al primo posto delle sue priorità. Per questo si è sempre dato da fare affinché a casa non mancasse nulla. La procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati quattro persone in relazione al crollo della Torre dei Conti, in pieno centro. Si tratta "dei tecnici che hanno firmato il progetto e predisposto l'impianto dell'appalto da cui è scaturita l'assegnazione dei lavori di ristrutturazione del monumento medievale, uno dei simboli più fragili e sorvegliati del centro storico romano", scrive il quotidiano romano. I pm aggiunti di Roma Antonio Di Maio e Giovanni Conzo e i sostituti Mario Dovinola e Fabio Santoni, contestano i reati di omicidio colposo e disastro colposo.