Nel corso del biennio 2026-2027 verranno utilizzati 30 milioni di euro a valere sulle risorse accantonate sul Fondo Nazionale Prepensionamento presso la Cnce per erogare prestazioni prestazioni straordinarie rivolte agli operai edili.

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Lo prevede l’accordo sottoscritto l’8 ottobre tra le associazioni datoriali, tra cui l’Ance, e i tre sindacati della categoria (Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca CIsl) «in considerazione dell’andamento favorevole del settore edile degli ultimi anni». Da qui la decisione di redistribuire le risorse attraverso «un piano straordinario a beneficio di lavoratori e imprese». Nel biennio di applicazione 2026-2027 le imprese godranno della sospensione del contributo dello 0,10% a carico dei datori di lavoro destinato al Fondo Incentivo Occupazione, mantenendo inalterate le relative prestazioni. Concordata inoltre la riduzione del 15% delle aliquote regionali del contributo Ape, con decorrenza dal 1° ottobre 2025. Quanto agli operai, la dote di 30 milioni viene destinata per metà al sostegno allo studio dei figli di operai edili morti a seguito di infortunio sul lavoro. Le risorse verranno erogate attraverso il Fondo Sanedil per sostenere «tutto il percorso di studi dei beneficiari con una retta pari a 1.000 euro mensili, a partire dall’iscrizione dello studente al primo anno di scuola secondaria di secondo grado sino al conseguimento (eventuale) del diploma di laurea (sia triennale che magistrale)». Altri 7,5 milioni vengono destinati a prestazione straordinaria in caso di gravi patologie. L’accordo prevede che «l’operaio che ha superato il periodo di conservazione del posto di lavoro per malattia presenterà una richiesta scritta di aspettativa di massimo sei mesi, in casi di estrema fragilità legata a malattie oncologiche, neoplasie, gravi malattie cardiovascolari e malattie autoimmuni invalidanti con allegata la documentazione medica che comprovi la gravità della patologia». Il Fondo interviene con un indennizzo mensile «pari al massimale della Naspi, come individuato ogni anno dall’Inps» per tutta la durata dell’aspettativa. Infine, altri 7,5 milioni di euro vengono destinati a un sostegno alle esigenze abitative. «A ciascun operaio edile che ne faccia richiesta - prevede l’accordo - verrà riconosciuto dalla Cnce un contributo una tantum annuale di 500 euro, a copertura del canone di locazione/rate di mutuo, e/o al pagamento degli interessi». Con un altro accordo le parti hanno approvato il documento tecnico per la Denuncia Unica Edile (Due), al quale tutte le Casse Edili ed Edilcasse dovranno attenersi al momento dell’entrata in vigore della nuova trasferta nazionale. L’associazione dei costruttori spiega che «rimane fermo l’obbligo della denuncia per singolo cantiere, ma vengono definite le condizioni specifiche che consentono l’indicazione di un “cantiere generico” nella denuncia». Infine, «è stata concordata la costituzione dell’anagrafica impiegati, di competenza della Cnce, finalizzata – come previsto dal rinnovo contrattuale – alla gestione della sanità integrativa e della previdenza complementare per gli impiegati del settore».

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