In Piemonte il No vince con il 53%. L’affluenza arriva al 62%. L’unica provincia che boccia la riforma è quella di Torino, con un ampissimo margine di circa 20 punti. Nelle altre province prevale il Sì. In Liguria i No vincono 57% a 42%. Nel Lazio il No prevale con il 54% dei consensi. Anche Roma, come le altre grandi città, riporta una schiacciante vittoria dei No, 57% a 42%. In Puglia i No vincono sfondando quota 57% e prevalendo in tutte le province. Nel Barese raccolgono una percentuale superiore al 60. In Basilicata vittoria senza appello dei No: 60,20% contro il 39,80%. In Calabria finisce 56% a 43% per il fronte del No, ma si registra un’affluenza molto bassa, sotto il 50%. Anche in Sicilia vota appena il 46% degli aventi diritti, ma la contesa è senza storia: i No sfondano il tetto del 61%. In Sardegna il No vince sfiorando quota 60%. In Valle d’Aosta, affluenza al 58%, e in Trentino Alto-Adige, affluenza al 52%, prevalenza dei No di misura. In Umbria vittoria di misura dei No, 51,6% a 48%. Stessa forbice più o meno in Abruzzo dove i No vincono con il 51,7%. Netta l’affermazione dei No in Molise con il 54%. Più decisa l’affermazione dei contrari alla riforma Nordio nelle Marche, dove il No prevale 53% a 46%. In Lombardia solo Milano vota No. Nel resto delle province prevale il sì che, nel territorio, nel complesso, è intorno al 53.7%, ma in alcune zone come la provincia di Bergamo arriva al 60%. A Venezia il No finisce la sua corsa sopra al 55%. In una regione, il Veneto, in cui il Sì vince di quasi 20 punti sul No. La terza e ultima regione nella quale vince il Sì è stata il Friuli Venezia-Giulia, dove i favorevoli alla riforma Nordio sono stati il 54%.

È cominciata una nuova primavera”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato la vittoria del No al referendum sulla giustizia nel corso della conferenza stampa a Roma al Centro Congresso Frentani del Comitato del No. "Si è dimostrato – ha aggiunto – che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. Visto questo bellissimo risultato, questa bellissima giornata, noi pensiamo che sia anche utile dire a tutti quelli che vogliono festeggiare con noi alle 18 possiamo ritrovarci a piazza Barberini”. Nel suo intervento, e nelle risposte date ai giornalisti, Landini ha elogiato il grande significato di questa grande partecipazione al voto e ha sottolineato che il voto dimostra che “questo governo non ha più la maggioranza nel Paese”. "C'è stato un ritorno al voto da parte di chi da anni non partecipava, che ha ritrovato le ragioni per tornare alle urne. Penso che se le forze politiche hanno l'umiltà di ascoltare il Paese, da questo voto viene una domanda: la Costituzione la dovete applicare, non c'è bisogno di inventarsi altro". "Il messaggio che arriva - ha continuato - è che chi governa non deve comandare ma confrontarsi anche con i soggetti sociali. Sicuramente questo voto dice al governo che quella non era la strada da seguire, penso che ci si debba fare i conti. Non entro nel merito di cosa debba fare il governo, dico solo che il voto indica che non può fare quello che aveva pensato con questa riforma".