Rfi deve fare una riflessione importante sullo stato dei suoi cantieri, perchè la corsa agli obiettivi del Pnrr non la possono pagare i lavoratori

“Siamo vicini ai familiari e a tutti i lavoratori. Abbiamo fiducia nella magistratura, ma chiediamo con forza, chiarezza sull’accaduto, che ha visto come ‘vittima del dovere’ un giovane di soli 39 anni, mentre lavorava nel cantiere dell'alta velocità ferroviaria a Sicignano, in provincia di Salerno”. E’ quanto afferma in una nota il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco a seguito dell’ennesimo infortunio mortale sul lavoro. La vittima, che dalle prime ricostruzioni, sarebbe deceduto durante il tragitto in ambulanza verso l'ospedale, per cause ancora in fase di ricostruzione, una lamiera si è ribaltata. Si tratterebbe infatti “dell’ennesimo infortunio mortale, ‘operaicidio’, in un sub appalto – spiega il segretario del sindacato – pertanto ci piacerebbe capire quali sono i turni a cui era sottoposto quel lavoratore e quali le condizioni dei suoi colleghi. Infatti sembrerebbe, che quella impresa sub appaltatrice, abbia già avuto altri episodi di gravi infortuni in altri cantieri di Italia, sempre con dinamiche analoghe. A questo punto ci chiediamo a cosa serva la patente a punti, come si può morire a soli 39 anni in un cantiere di Stato?”Rfi deve fare una riflessione importante sullo stato dei suoi cantieri e sulla qualificazione delle ditte in subappalto – sottolinea Di Franco - perchè la corsa agli obiettivi del Pnrr non la possono pagare i lavoratori in termini di salute e sicurezza. E’ necessario un rigido controllo in tutta la filiera nel rispetto di tutte le normative vigenti, che non possono essere derogate e violate per la corsa agli obiettivi della produzione”

Edilizia, News-PrimoPiano, Homepage-PrimoPiano