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27.10.16 Dopo 15 incontri per rinnovare il contratto nazionale per i 260mila lavoratori del comparto legno-arredo industria, scaduto da oltre 7 mesi,  il 3 ottobre scorso si è consumata la rottura tra sindacati e Federlegno, con l’immediata proclamazione da parte di Fillea Filca Feneal del blocco dello straordinario e dello  sciopero generale per il 28 ottobre, articolato con iniziative territoriali in tutta Italia, presidi, manifestazioni regionali ed interregionali. 

“Scioperiamo perché  le richieste avanzate da Federlegno al tavolo della trattativa sono irricevibili, in particolare su tre temi: flessibilità orario lavoro, mercato del lavoro contratti a tempo determinato e lavoro in somministrazione, salario” spiega Marinella Meschieri, segretaria nazionale Fillea Cgil “la dico in una battuta, Federlegno vuole non contrattare più in azienda” spiega Meschieri “infatti aumenta la quota dei lavoratori precari, con contratti a termine ed in somministrazione e prevede 140 ore annue di flessibilità obbligatoria per tutti i lavoratori, anche su sabato e domenica. Insomma, butta a mare la contrattazione di secondo livello. Ma per noi le condizioni di lavoro si discutono in azienda, perché chi lavora non è  merce usa e getta. Al contrario, se c’è un problema ci si siede, si discute ed insieme si trovano le soluzioni: solo così oggi, puntando anche sulla professionalità dei propri dipendenti, si può essere competitivi nell’era della globalizzazione.”
Sul salario “ci hanno fatto una proposta che di fatto dice che non ci sono aumenti e quel poco che potrebbero offrire sarebbe legato all’inflazione. Semplifico: se ci offrissero 20 euro di aumento e l’inflazione ad esempio dicesse 5 euro, 15 euro dovrebbero essere restituiti all’azienda. In questi mesi abbiamo già chiuso tre contratti nazionali, con aumenti rispettivamente di 90 euro nel cemento, 103 nel lapidei -  due settori in gravissima crisi - e 70 euro nei laterizi, mentre per il legno arredo tutti gli indicatori - esportazioni e  mercato interno - per la prima volta parlano di ripresa ”dunque la proposta Federlegno “appare davvero fuori da ogni ragionevolezza. Per tutto questo, occorre che lo sciopero riesca bene, Federlegno probabilmente ci vuole mettere alla prova, noi siamo pronti” e ci auguriamo che al più presto “si possa riprendere il tavolo con uno spirito da parte datoriale diverso, che sia quello di rispetto delle persone che lavorano nelle aziende.”
Numerosi i presidi previsti tra le 6 e le 9 ai cancelli delle aziende, per poi convergere nelle tante manifestazioni territoriali, tra le quali ricordiamo: in Lombardia manifestazione a Meda alle ore 10,  in Emilia Romagna davanti la sede di Confindustria di Forlì alle ore 9,30 in via Punta di Ferro, nel Veneto doppio appuntamento alle ore 10: a Treviso -  con il comizio di Marinella Meschieri - in piazza delle Istituzioni (per le province di Belluno, Treviso, Padova, Venezia)  e Vicenza in piazza Castello (per le province di Rovigo, Verona, Vicenza), nelle Marche manifestazione interregionale Marche e Umbria a Pesaro, ore 9.30 in Piazzale Lazzarini. Ricordiamo anche in Puglia e Basilicata presidi in tutte le aziende del distretto murgiano del salotto imbottito e a La Spezia dalle 6 il presidio davanti ai cancelli del Gruppo Ferretti.
Nel corso della mattinata sono previsti numerosi collegamenti in diretta su RadioArticolo1, la webradio della Cgil. Infine, aggiornamenti in diretta anche su twitter, hashtag #iDirittiNonSiSegano
 
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