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Azienda conferma gli esuberi ma promette di ridurli da 62 a 26.  Sindacati: ritirare le procedure è l'unico segno concreto di disponibilità. Assemblee sui posti di lavoro fino al 10 giugno.                       

Si è tenuto oggi in Federmaco l'incontro tra sindacati e direzione aziendale di Italcementi l'azienda ha confermato le due procedure di mobilità per il licenziamento di 62 lavoratori, rifiutando la proposta di Feneal Filca Fillea di ritirare il provvedimento e consentire una gestione non traumatica degli esuberi. L'incontro è terminato con la firma del verbale di mancato accordo che conclude la fase della procedura in sede sindacale, per poi proseguire in sede ministeriale, dove l’azienda vorrebbe tentare di ridurre gli esuberi a 26 unità. 

Promesse che ai sindacati non sono bastate: “perché allora non ritirare le procedure e dare un segnale concreto di disponibilità?” domandano le segreterie nazionali e territoriali dei sindacati, che al termine dell’incontro con l’azienda si sono riunite con il coordinamento delle RSU ITALCEMENTI,  CEMENTIR  e SACCI.

Dalla discussione tra sindacati e rappresentanze dei lavoratori è scaturito un documento, contenente le richieste dei lavoratori ai vertici di Italcementi, e la proposta di avviare assemblee in tutti gli stabilimenti entro il 10 giugno. 

La prima richiesta è il ritiro immediato dei licenziamenti previsti dalle procedure attivate dall’azienda “per permettere una verifica di eventuali coperture di ammortizzatori sociali presso il Ministero del Lavoro e la sottoscrizione di un accordo per l’estensione delle condizioni previste dall’adesione al piano fabbriche a tutto il perimetro del gruppo, con un particolare impegno sulla gestione trasparente e condivisa sulle opportunità di ricollocazioni interne”. 

La seconda richiesta è di assicurare “un coinvolgimento ed una informativa puntuale da tenere a livello nazionale in sede aziendale e non appena insediato il Governo presso il MISE, sull’evoluzione del piano industriale e piano organizzativo, sia in rapporto alla cessione degli asset legati alle prescrizioni dell’AGCM, sia sulle decisioni che il gruppo sta assumendo rispetto alla riorganizzazione del settore”.

I sindacati chiedono inoltre l’immediata convocazione e calendarizzazione “entro giugno, dei tavoli istituzionali, presso le Regioni, a partire dallo stabilimento di Maddaloni e della sede Cementir Sacci” e lo sblocco del contratto di secondo livello a partire dal riconoscimento del coordinamento di gruppo con il 50% +1 dei componenti delle RSU elette in rapporto alla rappresentatività, formazione, sviluppo sostenibile,  armonizzazione dei trattamenti per una migliore integrazione, un riconoscimento premiale per tutto il gruppo legato ad obiettivi condivisi”.

Infine, i sindacati e le Rsu avvertono l’azienda: “se nei prossimi giorni non vi saranno ripensamenti da parte dei vertici di Italcementi, proclameremo lo stato di agitazione e mobilitazione dell’intero gruppo per impedire che si registri un precedente negativo nelle relazioni sindacali in Italcementi.”