Questo Sito Utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Se vuoi saperne di più leggi la Cookies Policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

 

Cantieri ed edilizia, investimenti da sbloccare. Alessandro Genovesi intervistato da Enrico Marro per il Corriere della sera di oggi.                                  

«Altro che rilancio degli investimenti, come dice il governo con la Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza). Qui non si riescono a sbloccare nemmeno i finanziamenti già deliberati a suo tempo dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale!», denuncia Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea, gli edili della Cgil. Che insieme con il segretario confederale con la delega alle infrastrutture, Vincenzo Colla, ha chiesto un incontro urgente alla presidenza del Consiglio per aprire «un tavolo strategico per evitare che le grandi opere si fermino». Intanto, martedì prossimo, prosegue Genovesi, «porteremo i lavoratori a manifestare sotto al ministero delle Infrastrutture». In prima fila ci saranno delegazioni dei circa 500 lavoratori che dovrebbe eseguire il quinto lotto del terzo valico ferroviario dei Giovi, in Liguria, per il quale la delibera Cipe (790 milioni) risale a dicembre del 2017. L`opera non è ancora partita, denuncia il sindacato, perché «siamo in attesa dell`analisi costibenefici», la stessa che il ministro Danilo Toninelli ha chiesto sulla Gronda di Genova e sulla TorinoLione. La preoccupazione della Cgil è inoltre aggravata dalla crisi di alcuni grandi gruppi del settore delle costruzioni, da Condotte, che è in amministrazione straordinaria, ad Astaldi che, dopo la richiesta di concordato preventivo, ha perso ieri il 28% in Borsa. «Una situazione paradossale - dice il segretario della Fillea perché i grandi player hanno opere da realizzare, ma soffrono di crisi di liquidità per le troppe incertezze di sistema». Col rischio, secondo Genovesi, che «arrivino dall`estero acquirenti per comprare a due soldi aziende strategiche per la nostra economia».

L'articolo >