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Obiettivo: aprire “vertenze” territoriali per piani di intervento a favore di una edilizia universitaria sostenibile e di qualità. Al via il progetto Fillea e Udu - Unione degli Universitari                    

Anche gli ultimi, allarmanti, rapporti sull’edilizia scolastica e universitaria confermano l'urgente bisogno di mettere in sicurezza scuole, atenei, Case degli Studenti gestite dalle Agenzie per il Diritto allo Studio. Rapporti che confermano ancora una volta la necessità di rimettere al centro del rilancio del Paese un grande piano di messa in sicurezza, ammodernamento e rigenerazione del patrimonio edilizio, a cominciare da scuole ed università.

Da qui, prende il via il progetto “Cantieri per il sapere – per un edilizia universitaria sostenibile e di qualità”  promosso da Fillea ed Udu - Unione degli Universitari, come spiega il segretario generale degli edili Cgil Alessandro Genovesi “si tratta di un progetto finalizzato al monitoraggio delle condizioni degli atenei italiani e all’individuazione di una serie di vertenze locali di rigenerazione urbana che, nel segno della sostenibilità ambientale e sociale, destinino nuovi spazi all’attività didattica degli atenei, ad alloggi per gli studenti e ad attività culturali ricreative sportive utili anche al territorio. Inoltre, con questo progetto vogliamo realizzare anche un percorso formativo in materia di appalti, sulle procedure volte alla legalità, alla qualità e alla sicurezza del lavoro, dedicato ai rappresentanti dell’UDU eletti nei Consigli di Amministrazione, luoghi in cui si compiono le scelte degli atenei anche in materia di opere e gestione degli appalti.”

“Servirebbero oltre 200 miliardi di euro per intervenire su oltre 40mila plessi, fragili, pericolosi e vecchi, sovraffollati, privi di servizi adeguati, per la metà privi della certificazione completa prevista dalla normativa vigente” racconta Enrico Gulluni, coordinatore dell’Unione degli Universitari “ma servirebbero anche interventi per accrescere l’offerta di alloggi per gli studenti fuori sede, attualmente ferma a 48mila unità per 570 mila studenti, condizione che genera inevitabilmente, soprattutto nelle grandi città metropolitane, un ignobile mercato (spesso in nero) delle stanze e dei posti letto, che arrivano a costare fino a 650 euro al mese, mentre per un alloggio universitario ne basterebbero 250 euro.”

Già dal mese di gennaio, ricordano infine Fillea e Udu “partirà la raccolta dei dati per la mappatura degli atenei ed in numerose città universitarie inizieranno gli incontri per far conoscere il progetto e coinvolgere gli studenti, in particolare quelli  delle facoltà di ingegneria, architettura e delle altre facoltà da cui usciranno i professionisti ed i futuri tecnici del settore. E sarà proprio dedicata a loro una “CONTRO GUIDA” con le informazioni utili sul lavoro nelle costruzioni, sui contratti, i diritti e le tutele, le funzioni degli enti bilaterali delle costruzioni, le opportunità di lavoro.”