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Per il segretario generale Fillea "Governo e Parlamento dovrebbero mettere la sicurezza delle infrastrutture tutte al centro delle priorità politiche e di finanza pubblica"                                 

 “Senza voler entrare nel merito della querelle politica sulle concessioni autostradali o sulle politiche tariffarie, tutti temi fondamentali sia chiaro e che rimandano a quale rapporto vi debba essere tra controllo pubblico e legittimi profitti, non vorremmo che si dimenticasse il vero problema che da mesi, per non dire da anni, ci portiamo dietro: la rete infrastrutturale italiana, in particolare quella stradale, è vecchia e dopo 30 o 40 anni il ciclo di vita dei materiali termina."  

A dirlo è Alessandro Genovesi, segretario generale degli edili Cgil, che prosegue "da tempo come Fillea Cgil denunciamo - lo abbiamo fatto insieme a Cisl e Uil anche il 15 Novembre scorso, con una giornata nazionale di mobilitazione -  che centinaia di viadotti, gallerie, manti stradali (in particolare quelli delle viabilità così dette secondarie) necessitano di interventi di manutenzione straordinaria. E questo vale tanto per le strade date in concessione, che per le strade gestite da Anas o dagli enti locali, soprattutto dopo il “caos” di competenze apertosi son il superamento delle province”.

“Ci piacerebbe allora che si discutesse e soprattutto si operasse a partire da questi temi: da vincoli maggiori e controlli più puntuali sulle attività dei concessionari, che devono spendere di più per la manutenzione e che vanno chiamati ad assumersi responsabilità economiche importanti dopo decenni di profitti fatti in condizioni monopoliste, all’accellerazione del piano pluriennale Anas di investimenti, all’accellerazione della spesa per gli enti pubblici locali con poteri di intervento sussidiario, alla qualificazione di poche ma grandi stazioni appaltanti, all’obbligo di costituzione delle Unioni di Comuni per affrontare la sicurezza delle strade minori, ecc.”. 

Su questo, conclude il segretario Fillea "il Governo e il Parlamento dovrebbero concentrarsi, mettendo la sicurezza delle infrastrutture tutte al centro delle priorità politiche e di finanza pubblica, così come si provò a fare qualche anno fa con il piano pluriennale Connettere l’Italia”.