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Genovesi su indiscrezioni stampa sul decreto in preparazione: va bene semplificazioni ma se ci saranno porcherie su Codice Appalti, sarà mobilitazione.                                       

“Il Governo con noi ha preso impegni chiari, dal ripristino del Durc all’introduzione della Congruità, al rafforzamento delle tutele dei lavoratori con la Patente a Punti. Ci aspettiamo che tali impegni siano rispettati. Le indiscrezioni che stanno circolando nelle ultime ore ci preoccupano molto” è quanto fa sapere Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil.

 Ed allora “voglio dirlo chiaramente: ridurre i tempi per la progettazione o per i pareri tecnici, tutelare il dirigente dai ricorsi eccessivi è un conto, stracciare il Codice Appalti è un altro. Se qualcuno pensa di approfittare della crisi per colpire diritti fondamentali dei lavoratori e le loro tutele contro caporali e criminalità, sposando le tesi più liberiste di questa nuova Confindustria, sappia che non staremo con le mani in mano: difenderemo diritti, dignità e qualità dell’occupazione, chiedendo alla stessa Cgil di sostenere la lotta degli edili fino alla mobilitazione generale”.

Fino ad oggi “abbiamo apprezzato lo sforzo del Governo che, in solo quattro mesi, ha sbloccato lavori e appalti per oltre 10 miliardi, in barba a chi diceva che le opere non si fanno perché il Codice Appalti è un freno. Ora serve una grande riconversione verde del settore, accelerando la spesa pubblica per grandi e piccoli cantieri, modificando alcune delle vecchie norme urbanistiche figlie di altri tempi. Anche per questo, concordiamo con l’idea di potenziare gli incentivi per risparmio energetico e sisma bonus, ma chiediamo al Governo di legarli alla corretta certificazione di congruità dei lavori, facendo così emergere decine di migliaia di lavoratori irregolari e sotto pagati. Abbiamo anche sostenuto la richiesta delle aziende del settore di vedersi riconosciuti anticipatamente i SAL (stato di avanzamento lavori) su lavori ancora non terminati, per affrontare un problema momentaneo di liquidità. Da questa crisi se ne esce insieme ma solo se abbiamo chiaro l’obiettivo, una ripartenza in salute e di qualità.”

Per questo Genovesi chiede che il decreto rilancio “non sia una sommatoria di azioni slegate, contraddittorie o peggio un cavallo di Troia, dove dietro qualche mese in più di cassa integrazione o sostegno al reddito si nasconde la volontà di riportare in basso l’asticella delle regole, dei diritti, della legalità nel nostro settore, nei cantieri e negli appalti pubblici. Se così fosse, se ci saranno porcherie sul Codice Appalti, sarà mobilitazione” conclude Genovesi.