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Erano imbragati ma, forse, non agganciati alla struttura di supporto, mentre tagliavano una trave di cemento l'impalcatura ha ceduto e sono precipitati nel vuoto dall'ottavo piano del palazzo.              

Un volo fatale, lungo oltre venti metri, per i due operai, di 53 e 29 anni, Stefano Fallone e Paolo Pasquali, che il 20 luglio stavano lavorando alla ristrutturazione di un palazzo moderno in piazza Lodovico Cerva a Roma. 
Alessandro Genovesi, intervistato da la Stampa, ricorda che "c'è sempre più un problema di mancata formazione, aggirata con contratti irregolari o inesistenti." E poi c'è un'età media sempre più alta, aumentata negli ultimi anni dopo la riforma Fornero sulle pensioni "Notiamo che tra le vittime di infortuni ci sono spesso cinquantenni e sessantenni, costretti a gestire carichi di lavoro maggiori con tempi di esecuzione più rapidi». Nei prossimi mesi potrebbe andare peggio - prosegue l'articolo de La Stampa a firma Niccolò Carratelli -  considerando che a settembre scatterà la corsa al super bonus del 110% per le ristrutturazioni all'insegna del risparmio energetico e dell'adeguamento antisismico. Assisteremo ad una moltiplicazione di piccoli cantieri, gestiti da micro ditte, quelle dove più spesso vengono scoperti operai in nero, senza tutele e senza formazione. Secondo dati del ministero del Lavoro sono 400 mila gli irregolari nell'edilizia, il 90% è occupato nel settore privato. E, nonostante l'impegno preso dai partiti di maggioranza, la Cgil denuncia che nel decreto Rilancio non è stato previsto per le aziende l'obbligo di presentazione del Durc di congruità, un documento di regolarità contributiva, per accedere all'incentivo. Un certificato che permette di capire il numero di dipendenti impegnati nel cantiere e la quantità minima di ore di lavoro, rendendo più difficile il ricorso a operai senza contratto. Senza questo vincolo, il committente che richiederà il bonus, magari senza saperlo, potrebbe trovarseli in casa.

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Qui il servizio di Repubblica Roma con interviste ai nostri Giovanni Lombardo e Fabio Ferrari