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Dare un futuro pulito e produttivo alle imprese sequestrate e confiscate alle mafie: il 5 agosto alle 10:30 il webinar promosso dalla Fillea, che sarà possibile seguire in streaming sui nostri social.                  

Ospiti dell’evento, promosso dalla Fillea Cgil, saranno: Bruno Frattasi, Direttore ANBSC - Agenzia de Beni Confiscati e Sequestrati, Francesco Menditto, Procuratore della Repubblica di Tivoli, Camillo De Berardinis, AD CFI - Cooperazione Finanza Impresa, Andrea Merlo, avvocato e docente universitario, Giuseppe Massafra, Segretario nazionale Cgil, Alessandro Genovesi, Segretario generale Fillea Cgil.

Condurrà l'incontro Graziano Gorla, segretario nazionale degli edili Cgil, che è autore insieme all’avvocato Merlo di un Manuale che, come è spiegato nella prefazione  “vuole essere uno strumento di informazione, conoscenza delle leggi e indicazioni operative di lavoro sindacale che rivolgiamo ai nostri dirigenti, funzionari e quadri sulle aziende sequestrate e confiscate. Un contributo, una cassetta degli attrezzi che si articola in due sezioni: la prima di queste dedicata all’approfondimento giuridico sulle fonti di legge che regolano la materia complessa del sequestro e confisca dei beni, del controllo giudiziario ed altro della cospicua dote legislativa in materia. Una seconda parte dedicata alla nostra attività sindacale, il cosa fare, come agire, come dobbiamo utilizzare al meglio la normativa nell’azione sindacale. In particolare, come sostenere progetti a sostegno della continuità delle imprese ancora in grado di essere competitive sul mercato.”


Per seguire la diretta dell’evento basta collegarsi con i profili Fillea su YouTube e Facebook.
Appuntamento quindi al 5 agosto a partire dalle 10:30.

QUI L'INTERO DIBATTITO >>

Di seguito il testo integrale della Prefazione

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PREFAZIONE

Questo opuscolo vuole essere uno strumento di informazione, conoscenza delle leggi e indicazioni operative di lavoro sindacale che rivolgiamo ai nostri dirigenti, funzionari e quadri sulle aziende sequestrate e confiscate.

Un contributo, una cassetta degli attrezzi che si articola in due sezioni: la prima di queste dedicata all’approfondimento giuridico sulle fonti di legge che regolano la materia complessa del sequestro e confisca dei beni, del controllo giudiziario ed altro della cospicua dote legislativa in materia. Una seconda parte dedicata alla nostra attività sindacale, il cosa fare, come agire, come dobbiamo utilizzare al meglio la normativa nell’azione sindacale. In particolare, come sostenere progetti a sostegno della continuità delle imprese ancora in grado di essere competitive sul mercato.

Al tema del futuro delle imprese sequestrate e confiscate è stato dedicato il nostro impegno di questi ultimi anni allargando la nostra riflessione anche unitaria ai fenomeni più generali di illegalità nella filiera delle costruzioni agendo sui diversi strumenti, legislativi, contrattuali e culturali.

E qui ci soffermiamo un attimo per fare alcune riflessioni.

In questi anni abbiamo ottenuto risultati importanti e significativi nella lotta al contrasto alla illegalità, criminalità organizzata ed alle mafie, che sono il frutto di un insieme combinato di legislazione, impegno e successi della magistratura e delle forze dell’ordine. Questi risultati vanno ricordati e sottolineati ma siamo consapevoli che la sola azione investigativa e giudiziaria non può essere sufficiente se non accompagnata da una rinnovata e robusta cultura della legalità e della sicurezza e che devono essere il punto di partenza per tutto il mondo del lavoro.

Legalità, qualità del lavoro, sicurezza e qualità delle opere, sono elementi decisivi ed inscindibili fra di loro per uno sviluppo equilibrato del paese, la sua democrazia, il benessere e la coesione sociale.

La Fillea Cgil, il mondo del lavoro nel suo insieme ha dato e continuerà a dare il proprio contributo da protagonista, e non semplice spettatore, alle politiche volte al sostegno ed alla promozione della legalità.

Vanno contrastati i fenomeni di illegalità criminale e mafiosa, di corruzione, ma anche di tutte le diverse forme di illegalità irrispettose dei diritti dei lavoratori, della dignità e libertà dei lavoratori. Forme di illegalità che possono nascondere fenomeni ben più gravi di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata e delle Mafie (ad esempio, intermediazione illecita di manodopera, lavoro nero, forme di caporalato).

Con le terze linee guida antimafia, per la ricostruzione post sisma 2016, abbiamo allargato lo spettro dell’azione e controllo dei dati sulle singole imprese e lavoratori da parte delle Prefetture a uno strumento di confronto tra soggetti istituzionali: i tavoli sui Flussi di Manodopera istituiti presso le Prefetture Locali con il compito di monitorare i flussi di manodopera indipendentemente dalla tipologia di lavoro e contratto e delle singole Partite IVA, ed il settimanale di cantiere che diventa obbligo di avviso e trasmissione anche alle Casse Edili ed Edilcasse così da confrontare i dati ed offrire una migliore lettura e chi dovrà svolgere l’opera di prevenzione e controllo ai tavoli sui flussi di manodopera. Ora, adeguatamente calibrati, questi strumenti, vanno estesi negli accordi preventivi di legalità, con le singole stazioni appaltanti e non solo per le grandi opere.

In questo quadro d’insieme si colloca la problematica delle decine di migliaia di imprese ed aziende che negli anni sono state prima sequestrate e poi confiscate in via definitiva, con un valore stimato delle stesse pari a circa 30 miliardi di euro; ebbene, finora, oltre il 90% di queste chiude o fallisce.

L’ANBSC (Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati) sta lavorando con impegno e determinazione e questo gli ne va dato merito e competenza ma, allo stesso tempo, registriamo i ritardi con cui si sta procedendo ad adottare le norme del nuovo codice antimafia relative al personale dell’Agenzia. Il rafforzamento dell’organico è indispensabile per migliorare e potenziare l’operatività, la funzionalità, l’efficacia ed efficienza, migliorare la presenza e le relazioni sindacali sul territorio, il luogo dove sono presenti i patrimoni confiscati.

Favorire processi di destinazione del bene alla collettività dimostrando che lo Stato da lavoro e occupazione è obiettivo irrinunciabile, ed anche per questo, chiediamo che il territorio e le relazioni sindacali territoriali diventino agenti comuni per traguardare l’obiettivo, coinvolgendo la Prefettura, le istituzioni, le associazioni di rappresentanza e gli enti locali territoriali.

Dopo la modifica del codice antimafia che ha introdotto importanti e positive novità in termini di prevenzione, contrasto, infiltrazione della criminalità organizza nel sistema economico, struttura dei tribunali, nuove norme di scelta dell’amministratore giudiziario, modifiche che potenziano ruolo e funzioni della ANBSC, vanno stabilizzati gli strumenti di sostegno al reddito dei lavoratori per evitare le cessazioni d’impresa (ammortizzatori sociali), favorire e sostenere ove possibile, a fronte di piani industriali sostenibili, lo start up di nuove attività e la prosecuzione dell’attività lavorativa in forma cooperativa.

Va sviluppata una riflessione sugli strumenti di legge e sul ruolo delle parti sociali decisivi per il futuro delle imprese al pari delle condizioni finanziarie economiche e di legalità. Già nel sequestro e poi fino a confisca definitiva, vi deve essere una conduzione manageriale dell’impresa, fondamentale per ogni attività industriale e commerciale ma strategica per l’edilizia che ha visto perdere migliaia di posti di lavoro di imprese sequestrate e confiscate. Va risolto con un provvedimento di legge il tema del pagamento ai lavoratori del loro TFR maturato in caso di incapienza economica dimostrata ed accertata dal tribunale in quanto il fondo INPS non interviene a garanzia dello stesso.

Infine, abbiamo degli obiettivi ancora da perseguire e fra questi, con l’occasione sottolineiamo la nostra richiesta di costituzione di un tavolo Istituzionale Nazionale presso il Ministero dell’Interno di monitoraggio sui protocolli di legalità sottoscritti (dalle grandi opere a quelli sottoscritti con enti e istituzioni) e l’istituzione presso le Prefetture territoriali dei tavoli provinciali permanenti di monitoraggio, con la partecipazione del Sindacato, per le aziende sequestrate e confiscate con indicazioni chiare di attuazione alle prefetture.

Andrea Merlo - Docente Università di Palermo

Graziano Gorla - Segretario nazionale Fillea Cgil