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Nel 2023 l'organico dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro è aumentato del 19% ma le ispezioni sono diminuite. Genonvesi presenta lo studio Fillea sui dati INL          

(Dal Diario del Lavoro) La Fillea Cgil ha preso i dati diffusi nel rapporto 2023 dell’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) e li ha rielaborati in chiave settoriale. Ne sono emerse alcune sorprese, talvolta positive altre negative; ma soprattutto ne sono emersi alcuni dati quanto meno singolari e decisamente in controtendenza.

L’analisi della Fillea parte da un dato generale, e cioè dall’aumento del numero di ispettori in servizio: nel 2023 sono arrivati a quota 4.768, con un incremento del 19% sull’anno precedente. E tuttavia, il numero delle ispezioni è diminuito: in totale, lo scorso anno sono state oltre 62 mila, ovvero il 15% in meno rispetto al 2022, riscontrando comunque un tasso di irregolarità del 68.8%. Passando poi ad analizzare lo specifico dell’edilizia, nel settore è stato effettuato il 37% delle ispezioni, 19.144 in totale, con una percentuale di irregolarità riscontrate che supera quello generale, arrivando a sfiorare il 70% (69,2). Ma gli accessi degli ispettori, in realta’, sono calati del 10%, e anche quello delle pratiche definite, che rispetto all’anno precedente segnano meno 14%. Dato singolare, osserva il report della Fillea, considerando che invece, proprio nel corso del 2023, il settore edilizio è cresciuto moltissimo, per via degli investimenti del Pnrr e del superbonus. Altrettanto preoccupante, per il sindacato, è che a fronte di un calo dei controlli aumentano invece le irregolarità individuate, salite dal 66,5% del 2022 al 69,2 del 2023 (più 2,7%).

E ancora, calano le irregolarità sul rispetto degli orari di lavoro, ed e’ una buona notizia; ma soprattutto si abbattono di ben il 39% quelle su salute e sicurezza, e questo e’, secondo la Fillea, un dato anomalo, tenendo conto di quanto si siano infittiti gli incidenti mortali e gravi, nonché’ le denunce del sindacato sulle condizioni pericolose dei cantieri. Altro dato che non convince è quello relativo allo sfruttamento del lavoro: gli ispettori hanno accertato 3.208 vittime di caporalato, e di questi soltanto 12 nell’edilizia. È mai possibile? “Questo ci conferma quanto sia difficile in edilizia verificare le condizioni di sfruttamento, perché spesso il rapporto di lavoro è schermato da una finta regolarità nella filiera dei subappalti. Inoltre, dimostra la necessità di aumentare la nostra collaborazione con gli ispettorati territoriali, per contrastare questi fenomeni’’.

Ma ci sono anche altre buone notizie. Dall’elaborazione del sindacato risulta per esempio che nel settore edile calano i lavoratori in nero: le irregolarità sotto questa voce erano il 22,26% del totale dei controlli nel 2022, scese al 21,46 nel 2023. Segno, spiegano i sindacalisti, che le misure messe in campo attraverso la contrattazione, a partire dal Durc di congruità, stanno funzionando. Tra i lavoratori in nero c’è, per contro, una crescita di chi è senza permesso di soggiorno (8,6): confermando, si legge nel report Fillea, ‘’l’urgenza di una nuova normativa sull’immigrazione, a partire dal riconoscere il permesso di soggiorno a chi lavora, permettendone così l’emersione’’.

Fonte: Diario del Lavoro

Lo studio Fillea >
le interviste a Genovesi sul Fatto Quotidiano ed Il Manifesto >

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