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Battuta d'arresto nel confronto sul rinnovo del contratto aziendale di secondo livello alla Braas Monier Buildingi Group. La preoccupazione di Fillea Filca Feneal nel comunicato delle segreterie nazionali

13.03.17 “La battuta d’arresto imposta dalla Braas Monier Building Group sulla contrattazione aziendale di secondo livello è incomprensibile e potrebbe determinare pesanti ripercussioni”. A dichiararlo sono le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, dopo che l’azienda, che produce laterizi e manufatti in cemento, ha assunto una posizione rigida nel corso della trattativa, determinandone di fatto il blocco.

“Siamo stupiti dall’atteggiamento del Gruppo Monier – proseguono le tre sigle sindacali –  con il quale fino ad oggi abbiamo avuto consolidate relazioni industriali, che ci hanno permesso di sottoscrivere importanti accordi per i 250 dipendenti. È davvero incomprensibile come una delle aziende più solide e strutturate del settore, tra l’altro recentemente passata per il 100% all’americana Standard Industries, si sia resa indisponibile a prendere in considerazione qualsiasi proposta di accordo, determinando di fatto la sospensione del confronto”.

Negli ultimi mesi del 2016 i sindacati avevano aperto il confronto per il rinnovo del contratto aziendale e presentato una piattaforma in linea con il contratto nazionale e la recente normativa fiscale, proponendo avanzamenti in tema di diritti e Premio di risultato (PDR). L’azienda si è presentata al tavolo con un atteggiamento molto rigido, restringendo senza mediazioni ogni possibilità di intesa.

“Il metodo di calcolo del PDR – spiegano Feneal, Filca, Fillea - è stato stravolto, abbandonando tutti gli elementi legati storicamente alla qualità ed alla produzione, indicando come unica variabile la redditività (EBITDA), svilendo completamente il ruolo e la partecipazione dei lavoratori, da sempre valore aggiunto per il benessere e la produttività dell’azienda. Le previsioni economiche per il 2017 dell’azienda - continuano i sindacati - sono ancora troppo incerte per immaginare un premio che possa corrispondere alle aspettative dei dipendenti. La preoccupazione maggiore è una posizione aziendale che impedisce di trattare temi importanti, dettando le scadenze del confronto, togliendo alla trattativa dignità e prospettive per un compromesso equilibrato, nonostante gli impegni straordinari espressi dai lavoratori e l’elasticità mostrata dalle RSU e dai sindacati. Non possiamo accettare – concludono - che una multinazionale come Monier, in procinto di entrare sotto le politiche industriali del grande gruppo americano Standard Industries, si presenti al tavolo negoziale debole e incapace di mediazioni adeguate a consolidare la qualità del lavoro e la partecipazioni dei propri lavoratori agli obiettivi aziendali: per questo, mentre rimane alta l’attenzione negli stabilimenti, auspichiamo un cambio di passo e un riavvio del tavolo”.