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Dal 2014 ad oggi sono solo 45 le aziende edili asseverate sui sistemi di gestione della sicurezza: lo ha detto Dario Boni aprendo i lavori del Cncpt, riunito oggi a Roma                      

”Dal 2014 ad oggi sono solo 45 le aziende edili asseverate sui sistemi di gestione della sicurezza, un dato allarmante e avvilente che mostra ancora il livello di inadeguatezza delle imprese sul tema della sicurezza.”  E’ quanto oggi ha dichiarato Dario Boni, segretario nazionale della Fillea Cgil introducendo i lavori del Cncpt, l’ente bilaterale edile previsto dal Contratto Nazionale del comparto che, con i suoi 102 Comitati paritetici territoriali, costituisce il network della sicurezza nel settore dell’edilizia, di cui Boni è vicepresidente.

E se da una parte le imprese hanno continuato a non adottare e attestare un modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza, dall’altra  “il nostro sistema bilaterale nel 2016 non ha effettuato 12.800 visite in cantiere, su quelle previste contrattualmente” ha denunciato Boni.

Ed intanto “la media infortuni in edilizia non diminuisce, nel 2016 sono stati 109 i morti nei cantieri, 1 ogni 2 giorni di lavoro, il 38% over 55” mentre i dati delle ispezioni confermano l’edilizia come uno dei settori più colpiti da fenomeni di irregolarità contributiva “41mila  le visite dell'ispettorato del lavoro in aziende edili, con 14mila lavoratori irregolari e 6.170 in nero.”

Per Boni tutti gli attori debbono fare la propria parte per portare la sicurezza in ogni cantiere e garantirla a ciascun lavoratore “il sistema deve continuare a mettere al centro prevenzione e formazione, lo Stato deve inasprire le sanzioni e aumentare le ispezioni”  e le parti sociali debbono “rinnovare il contratto dell'edilizia per riorganizzare la sicurezza e il lavoro dei nostri enti bilaterali, per essere più a ridosso del territorio, dei lavoratori e delle imprese regolari.”