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Operazione internazionale per fermare traffico di lavoratori edili da parte della criminalità organizzata, che faceva capo anche ad una famiglia italiana. Le informazioni dal sito Europol.                       

In questi giorni si è conclusa un’operazione congiunta della Guardia di Finanza, della polizia di Belgio e Lussemburgo, coordinata da Europol, con 10 arresti (2 in Italia e 10 in Belgio) e oltre 10 milioni sequestrati, con lo smantellamento di un’organizzazione criminale dedita a riciclo di denaro, evasione contributiva e sfruttamento dei lavoratori nel settore dell’edilizia. In base alle informazioni pubblicate da Europol viene precisato che questa organizzazione era gestita da una famiglia italiana con numerose imprese in Italia, Slovacchia e Romania, con cui reclutava manodopera, per imprese edili subappaltatrici, prevalentemente in Belgio e Lussemburgo, che sfruttavano i lavoratori e realizzavano un'evasione contributiva e fiscale di oltre 20 milioni.

Ancora una volta emerge, grazie alle capacità di indagine degli organi inquirenti, un allarmante sistema di sfruttamento e illegalità transfrontaliera nel nostro settore tra Italia e nord Europa, come già accaduto alcuni anni fa in un importante cantiere in Belgio.

Come ha affermato la nostra federazione europea EFBWW “la misura è colma!". E’ urgente un intervento per limitare a livello europeo il ricorso alla catena dei subappalti, limitare e controllare il distacco transazionale dei lavoratori, che troppo spesso è gestito da imprese inconsistenti (letter box companies) la cui struttura è unicamente finalizzata alla fornitura di manodopera a basso costo perché ricattabile e sfruttabile.

Con la spinta degli investimenti del programma NGEU, con l’ondata di ristrutturazioni per l’effcientamento energetico degli edifici, in tutta Europa, così come in Italia, è urgente da un lato una vasta azione di controllo dei cantieri, e dall’altro una maggiore trasparenza delle condizioni di lavoro, con la sperimentazione del “Carta elettronica di sicurezza sociale europea”, la limitazione della catena dei subappalti ed il rafforzamento della responsabilità in solido anche negli appalti privati. Dobbiamo assolutamente mantenere accesi i riflettori sulle condizioni di lavoro in edilizia perché la sfida per un rinnovato sistema delle costruzioni europeo basato sulla qualità del costruito e sulla qualità del lavoro, può essere vinta solo con la legalità, la sicurezza e la regolarità del lavoro.