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Sindacato Nuovo, numero 2 Novembre 2019. L'integrativo aziendale sottoscritto alla CMB, Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi. A Cura del Dipartimento Edilizia della FIllea Cgil Nazionale. 

La contrattazione integrativa espansiva, cioè quella contrattazione che prevede norme migliorative rispetto a quanto stabilito dalla normativa legislativa e da quella derivante dalla contrattazione nazionale vigente, non è stata in questi ultimi anni prassi assai praticata. Per via della crisi economica che ha colpito in maniera particolare il nostro Paese e, ancora più in particolare, il settore delle costruzioni. E in conseguenza di ciò, anche per via di un atteggiamento strumentale di quelle poche aziende edili che nonostante tutto hanno continuato a produrre e lavorare e che comunque non hanno visto di buon occhio una redistribuzione degli utili attraverso la contrattazione aziendale.

Per questo l’integrativo aziendale siglato tra la Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi e le strutture sindacali nazionali e territoriali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil ha un valore particolarmente positivo. E per il momento storico in cui si situa e per i contenuti estremamente positivi per i lavoratori, sia dal punto di vista normativo che economico.

Innanzi tutto è un contratto che guarda al futuro. A fronte di una contribuzione obbligatoria da parte dell’azienda dell’1,1% mensile della massa salari del lavoratore alla previdenza complementare, l’accordo prevede una contribuzione da parte aziendale maggiorata del 36%, e cioè l’1,5%. Questo significa che la contribuzione previdenziale versata a Previdenza Cooperativa si incrementa  sostanzialmente, aiutando a garantire al lavoratore un equo trattamento pensionistico alla fine della vita lavorativa. Parallelamente, anche la contribuzione per la sanità integrativa, Sanedil, sarà maggiorata rispetto a quella contrattualmente prevista.

È inoltre istituita una Commissione per le politiche formative formata dalla Coop, dalle Rsu/Rls e dalle Ooos. territoriali, per valutare le esigenze formative e mettere in campo piani di formazione adeguati.

Per facilitare i giovani lavoratori e le giovani lavoratrici nel loro percorso genitoriale, l’accordo ha previsto una serie di rimborsi per le spese sostenute dalle famiglie per gli asili nido (fino a 1.000 euro l’anno) e per la scuola dell’infanzia (fino a 400 euro l’anno).  Una particolare attenzione è posta alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro attraverso l’istituzione del lavoro agile (smart working), della banca ore, dei permessi appositi per visite mediche e accertamenti diagnostici, e di facilitazioni per le madri–padri lavoratori.

Dal punto di vista retributivo, oltre a confermare e migliorare le varie indennità contrattuali (mensa, trasporto, trasferta e missione, lavori disagiati ecc.) già previste dalla precedente contrattazione, si è razionalizzato il premio di produzione ampliando gli importi per i lavoratori di I e II livello e armonizzandoli per i lavoratori degli altri livelli. Per il dovuto e adeguato riconoscimento delle professionalità, sono state rimodulate le indennità di coordinamento per alcuni livelli professionali (IV, V e VI) e introdotte di nuove per i III livelli.

Particolare valore sociale assume la determinazione di istituire la “cessione solidale delle ore di permesso retribuito”, consentendo a ciascun lavoratore di cedere le proprie ore di permesso ai lavoratori con gravi disagi familiari documentati e impegnando la Coop a riconoscere altrettante ore a tali lavoratori quante quelle cedute dai colleghi fino a un massimo di 100. Normativamente, tra le altre cose, particolarmente importante è l’attenzione che le parti hanno voluto porre alla regolarità dei rapporti di lavoro, al contrasto al dumping contrattuale e retributivo, istituendo un monitoraggio, da parte delle Rsu/Rls delle aziende in subappalto, con la possibilità, da parte delle rappresentanze sindacali, di valutare, attraverso una apposita scheda, l’affidabilità contrattuale delle aziende subappaltatrici. È stata inoltre prevista l’istituzione negli affidamenti dei subappalti da parte della Coop della clausola sociale, che prevede il riassorbimento delle maestranze dell’appaltatore uscente da parte di quello entrante.

Di particolare rilevanza è anche la previsione della contrattazione preventiva per le commesse di importo superiore a 50 mln di euro (prevista dal Ccnl per appalti pubblici superiori ai 100 mln di euro) che consentirà di stabilire regole e modalità di organizzazione del ciclo produttivo anche per i più rilevanti cantieri a committenza privata.

A questo si aggiunge una maggiore agibilità sindacale rispetto a quella derivante dalCcnl di Rsu e Rls e un più ampio ruolo e centralità delle rappresentanze sindacali.

Insomma, si tratta di un accordo integrativo che, nel momento di grave difficoltà economica e sociale in cui versa il Paese, rappresenta un esempio avanzato di contrattazione che punta sul capitale umano, cercando di valorizzarne le professionalità, di premiarne la produttività e di creare fiducia nel futuro attraverso concreti sussidi alle famiglie e attraverso prospettive previdenziali migliori per ciascun lavoratore. 

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