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"Sono da cacciare i mafiosi, non i migranti. Così come è giusto studiare e analizzare le motivazioni per cui milioni di persone abbandonano i loro paesi di origine". Così il segretario provinciale della Fillea Cgil dell’Aquila, Emanuele Verrocchi, riconfermato alla guida del sindacato per altri quattro anni a proposito del decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo Lega-M5s, durante il quinto Congresso degli edili, che si è svolto questa mattina nella sala mensa del cementificio Italsacci di Cagnano Amiterno (L’Aquila),  “simbolo di anni di lotte per i circa 100 lavoratori”, la cui gestione dall’inizio dell’anno è passata dal gruppo Caltagirone all’Italcementi.

"L'ultimo decreto immigrazione e sicurezza, un ossimoro, permeato di razzismo, xenofobia e fascismo, contiene un aspetto preoccupante sul fronte della concessione della cittadinanza italiana, pochi lo hanno sottolineato - ha continuato - abbiamo già testimonianze impaurite dei nostri lavoratori ed è necessaria, da parte della nostra organizzazione, una grande manifestazione nazionale contro queste nuove leggi". 

Una giornata ricca di dibattiti, racconti, focus sulle battaglie ancora aperte e quelle concluse, con approfondimenti su diversi argomenti “caldi” a livello locale e nazionale; per l’occasione, poi, si è proceduto al rinnovo del gruppo dirigente della categoria sindacale.

Molto partecipato, vista anche la presenza, oltre ai 70 delegati, dei vertici regionali e nazionali, l’evento in cui la categoria più importante del sindacato Cgil impegnata nel cosiddetto cantiere più grande d’Europa, ha fatto il punto sulla ricostruzione dell’Aquila e del centro Italia che coinvolge anche l’Abruzzo. 

A tale proposito, Verrocchi ha denunciato lo stallo della ricostruzione pubblica, tra cui scuole ed edifici pubblici, accusando la politica di non fare “bella figura” e di "essere ormai distante dai bisogni dei lavoratori e della gente". 

“Tante gru, tanti cantieri, ma la ricostruzione pubblica arranca - ha spiegato -. Lo abbiamo denunciato per primi ad inizio estate, studiando i dati degli Uffici speciali per la ricostruzione. Certamente non una bella figura per il mondo della politica. Parliamo di scuole, presidi pubblici, case popolari”. 

Non meno severa la opinione sulla condizione che si vive nei cantieri: “il sindacato vuole ripartire con la qualità nel ricostruire, la nostra attività quotidiana nei cantieri ci racconta di lavoro nero, lavoro grigio, precarietà (uomini e donne tra lavoro e non lavoro), irregolarità, fuga dal contratto edile”, ha denunciato ancora Verrocchi. 

Il riconfermato dirigente ha indicato strategia e rimedi: “la nostra arma principale è il nostro contratto nazionale che, dato il contesto in cui si è rinnovato lo scorso luglio, va difeso e fatto rispettare, oltre la reintroduzione del Durc Congruità, l'unico strumento che ci permette di controllare se le aziende rispettano le norme sui lavoratori”. 

A proposito del Durc, Verrocchi ha fatto appello ai parlamentari abruzzesi perché nel cratere del terremoto dell’Aquila si ritorni al Durc Conguità, in vigore nel cratere del centro Italia, abolito dal primo gennaio 2017: “Nei cantieri del Centro Italia abbiamo vinto una battaglia, abbiamo il Durc per Congruità, che è stato abolito in quello dell'Aquila dal gennaio 2017. Abbiamo bisogno di tutti i livelli della nostra organizzazione, di categoria e confederale, perché non vogliamo essere dimenticati, gli operai hanno bisogno di tutele e di protezione. Facciamo appello in primis ai parlamentari abruzzesi di tutti gli schieramenti perché votino l'emendamento al decreto legge 55/2018 che reintroduce il Durc per congruità nel terremoto 2009”, ha chiarito.

Fonte: Abruzzo Web

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