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Una crisi perdurante quella del settore edile, con conseguente ingente perdita dell`occupazione. Questo quanto emerso nel corso del XIXesimo Congresso Fillea Cgil, tenutosi ieri alla sede Centrofor. Nonostante la drammatica situazione generale, uno spiraglio di positività si è intravisto con la riconferma, da parte del neo-eletto direttivo, della segretaria generale uscente del sindacato Sandra Ferrari. Sua infatti la relazione sull`ultimo biennio di attività, con dati che purtroppo evidenziano le già citate difficoltà nella totalità del campo edile. Al fianco del calo occupazionale, ha sottolineato Ferrari nel suo report, si è purtroppo assistito a «molti casi di rinunce spontanee da parte di tanti lavoratori ai loro diritti contrattuali e di legge» tutto dovuto ad un momento storico di grande trasformazione, all`interno di un contesto europeo dove il lavoro scarseggia e, una volta trovato, viene comunque offerto in condizioni peggiori rispetto al passato.

«Questo congresso è quello «dell`ascolto», e noi lo abbiamo sempre fatto in ogni occasione in cui ci siamo confrontati con i lavoratori - ha evidenziato la segretaria generale. - Non possiamo negare che, ad oggi, vi sia comunque una ripresa economica Tuttavia, questo miglioramento sta avvenendo con investimenti rivolti alla tecnologia e dunque dimenticandosi del fattore umano. Ma noi siamo qui per tutelare i lavoratori in carne ed ossa, ragionando sui loro bisogni e problemi per stabilire gli obiettivi ed i programmi della Fillea nei prossimi anni. La crisi c`è ed è forte, ma questo non ci impedisce di agire e continuare a progettare un futuro migliore per noi stessi e per i nostri figli». In Provincia di Trento i dati parlano chiaro: tra il 2007 (l`ultimo anno prima della crisi) ed il 2016 il numero di lavoratori nel settore delle costruzioni è passato da 17.800 a 9.203. Le ore lavorate riflettono queste difficoltà, dato che in otto anni sono passate da circa 19 milioni a soli 6,9 milioni. E nonostante ci sia stato un piccolo aumento delle ore ordinarie, un +1,20% nel 2017-2018 rispetto al 2016-2017, il settore è ancora fortemente ancorato a numerose problematiche. Ancora, desta preoccupazione il lavoro irregolare (ben 152 casi segnalati dall`lnps), in forte aumento anche in Trentino con i sindacati che più volte hanno segnalato numerosi casi agli ispettori competenti. Infine, in aumento anche gli infortuni in particolar modo nell`artigianato (+5,68%, da 722 nel 2016 a 763 nel 2017) e nell`industria (+4,98%, dai 1.264 del 2016 ai 1.327 nel 2017), anche se quelli con esito mortale sono diminuiti (12 nel 2016 e 7 nel 2017). «Notiamo però che fra le aziende del settore edile c`è una leggera ripresa del lavoro legata agli appalti pubblici, cosi come a qualche ristrutturazione che consente di mantenere l`occupazione abbastanza stabile - ha concluso Sandra Ferrari. -

Un altro aspetto sul quale investire viste le sue enormi potenzialità è decisamente quello del legno, che in un anno può generare fino a 700 milioni di fatturato grazie ad 883 aziende e 3.589 addetti_ Relativamente al porfido invece, con 80 cave e circa 700 addetti, riteniamo giusto che vengano penalizzati coloro che non rispettano le norme di sicurezza e che i Comuni tengano conto delle compatibilità economiche della crisi di settore».

La riconfermata segretaria provinciale della Fillea Cgil Sandra Ferrari Nella sua relazione sull`ultimo biennio di attività, molti i dati che purtroppo evidenziano le difficoltà nel settore edile dove ci sono piccoli segnali di ripresa.

Fonte: L'Adige

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