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Erika Collu è il novo segretario generale della Fillea Sardegna, tenutosi l'8 ottobre a Ghilarza,  piccolo centro dell’Oristanese dove Antonio Gramsci trascorse la sua infanzia. Il Congresso Regionale - che arriva a valle dei Congressi provinciali di scioglimento - sancisce la riorganizzazione della categoria su base regionale quale unica istanza congressuale. Ciò in risposta, come spiega Erika "ad una duplice esigenza, una di carattere politico e più propriamente legata alla necessità di portare a un livello regionale la contrattazione dell’edilizia, l’altra di carattere necessariamente organizzativo, cioè liberare risorse per dare omogeneità all’azione di tutela dei lavoratori edili sardi." Si è voluto caratterizzare questo percorso congressuale con una forte connotazione politica e identitaria, per dare l’idea della costruzione di un “progetto” che ricomprendeva tutto dentro un’idea di unità. Per questo "ogni congresso provinciale recava come sottotitolo un pensiero di Gramsci scelto “su misura “ rispetto alla realtà del territorio per arrivare poi, appunto, a riunire tutti questi “pezzetti” nel pensiero che ha dato il sottotitolo al Congresso Regionale". Ed in questo percorso unificante anche il cambio del segretario, con il passaggio del testimone da Enrico Cordeddu, in  scadenza di mandato, alla giovane dirigente della Fillea di Cagliari, un passaggio nel segno del rinnovamento ma nella continuità.  Dalla relazione del segretario uscente e dal dibattito "sono emersi i nodi irrisolti della terra di Sardegna" ricorda la neo segretaria "un settore delle costruzioni completamente trasfigurato dalla crisi che oggi si presenta dimezzato rispetto ai valori pre-crisi, che pone con forza ormai irrimandabile la necessità di ricomporre la frammentazione e la debolezza di questo settore afflitto da fenomeni di dumping contrattuale e lavoro nero e di una bilateralità completamente svuotata delle sue mission statutarie  a causa di una contrattazione integrativa che manca ormai da 10 in Sardegna sepolta sotto i colpi dei campanilismi miopi delle parti datoriali. A ciò si aggiunge i fattori di debolezza di una politica regionale che nn sempre è riuscita a essere conseguente alle iniziative proclamate in materia di Lavoro e Sviluppo."

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