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20.10.16 La Fillea Cgil esprime grande soddisfazione per la definitiva approvazione della nuova legge sul caporalato che oltre ad inasprire le pene introduce la punibilità anche delle imprese e il sostegno delle vittime. Di seguito una dichiarazione di Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil: “Finalmente verrà punito anche il datore di lavoro, come da anni chiedevamo anche per il settore dell’edilizia. Verranno inseriti strumenti di indennizzo e sostegno alle vittime e la condizione di violenza non sarà più un elemento necessario per l’individuazione del reato.

Da tempo denunciamo la grave situazione di sfruttamento e ricattabilità alla quale sono esposti i lavoratori edili che lavorano in nero, spesso anche  in grandi opere come l’Expò di Milano o la ricostruzione post terremoto de L’Aquila, se poi si tratta di lavoratori immigrati senza permesso di soggiorno, questa condizione rasentava la schiavitù. Conosciamo centinaia di casi di immigrati, ed ora anche profughi, che pur di lavorare accettano condizioni disumane, paghe da fame, turni massacranti, stipati in container come alloggi,  realtà spesso sconosciute e tenute ben nascoste. Questa legge consentirà di semplificare l’individuazione del cosiddetto caporale, che spesso oggi si cela sotto false spoglie di imprese regolari, magari provenienti dall’Est Europa ma saldamente collegate ad associazioni ed agenzie italiane, che importano intere squadre di persone per inserirle nel mercato del lavoro, attraverso l’utilizzo della normativa del distacco comunitario, usata in modo falso e fraudolento. Anche la parte della legge che individua indici di sfruttamento nelle retribuzioni ripetutamente difformi dai contratti nazionali, o la violazione di importanti norme sugli orari o sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è un importante passo avanti che ci consentirà di denunciare casi complessi da perseguire in sede giudiziaria. Ci sentiamo, quindi di ringraziare la Flai, la Cgil, le altre associazioni e i parlamentari che hanno perseguito con tenacia questa battaglia di civiltà e giustizia, iniziata con la Fillea nel 2010, ora dobbiamo far vivere la legge come uno strumento in più a disposizione del sindacato, lavoratori e delle tante aziende serie e regolari. Soprattutto dobbiamo convincere i lavoratori ad uscire dall’anonimato e denunciare chi li sfrutta, siano essi caporali o imprese apparentemente regolari, siano essi singoli individui o organizzazioni criminali. Il sindacato come sempre starà accanto a loro dall’inizio alla fine."

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