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Sicurezza sul lavoro. La denuncia di Alessandro Genovesi: dietro gli infortuni nei cantieri c'è sempre più spesso l'uso di contratti non edili                                        

 “Dietro molti infortuni nei cantieri italiani si nasconde sempre più spesso l’utilizzo di CCNL non edili (metalmeccanico, multi servizi, floro vivaistico), contratti privi di quelle tutele previste dal contratto edile in termini di formazione, distribuzione dei Dispositivi di Protezione, organizzazione del cantiere, certificazione dell’uso di macchinari e ponteggi secondo gli standard più elevati, che potrebbero invece limitare infortuni anche gravi o mortali” è quanto denuncia il segretario generale della Fillea Cgil Alessandro Genovesi.

Il fenomeno è ormai talmente diffuso che la Fillea, insieme a Filca e Feneal ha avanzato alcuni mesi fa una proposta dal titolo “stesso lavoro, stesso contratto”, come ricorda Genovesi “una proposta di legge che stabilisce una serie di criteri affinché in un cantiere si applichi il CCNL sottoscritto dalle organizzazione più rappresentative, che sia il più attinente alla reale attività svolta e, a parità di condizioni, sia quello che riconosca di più in termini di salario, formazione e sicurezza ai lavoratori. Diversi accordi sindacali vanno già in questa direzione, come quelli sottoscritti con Anas, con il Mit e con importanti stazioni appaltanti pubbliche come il Comune di Milano e Firenze. Ma serve fare di più”.

 

“Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i nostri interlocutori a partire da Governo e Confindustria affinchè, in coerenza anche con l’Accordo Interconfederale del 9 Marzo scorso, si proceda celermente contro ogni forma di dumping contrattuale” fenomeno che per il leader degli edili Cgil “insieme al ricorso massiccio ai subappalti, sta colpendo le imprese più serie e qualificate a vantaggio dei troppi furbetti del cantierino”.

 

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