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Operai in nero nelle Sae, l'ispettorato del lavoro ci ha dato ragione: ora il consorzio Arcale dovrà liquidare 17 dipendenti della Gesti One, 115 mila euro. L'articolo del Resto del Carlino         

Macerata. Oltre 200miia euro, tra stipendi, contributi e sanzioni, che il consorzio Arcale dovrà pagare, entro la prossima settimana, a 17 lavoratori della ditta Gesti One impegnati nelle opere di ricostruzione. L`ispettorato del lavoro, infatti, ha accolto quanto aveva denunciato in questi anni la Cgil, che a partire dal 2017 aveva sottolineato la presenza di irregolarità nella gestione dei cantieri, e ha dato 15 giorni di tempo al consorzio per pagare quanto dovuto, altrimenti, in caso di inadempimento, ci penserà la Regione, responsabile in solido.

«Tutto è partito da una prima denuncia del dicembre 2017, in cui lamentavamo irregolarità presenti nei cantieri, come lavoratori in nero o infortuni non denunciati - ricorda il segretario provinciale della Cgil, Daniel Taddei -, a cui è seguita, il 15 dicembre, l`apertura di un`inchiesta, una delle tante, da parte della Procura.

Da qui la Cgil è stata accusata dal consorzio di avere messo in piedi una montatura, una strumentale campagna diffamatoria per negare la realtà dei fatti, che invece oggi è stata certificata. Un altro passaggio fu la richiesta di responsabilità in solido, che facemmo nel 2018 alla Regione, perché Arcale fece saltare tutte le trattative che avevamo con Gesti One e con Gips, e rispose formalmente alla Regione che il consorzio non doveva nulla alla Fillea Cgil, perché tutto era stato pagato e il non versato era stato contestato».

E la lettera inviata dalla Regione alla fine di gennaio al consorzio e al sindacato fa proprio seguito alla chiusura dei controlli da parte dell`ispettorato del lavoro, a seguito della richiesta della Cgil, datata 27 marzo 2018.

«Siamo quasi a metà del guado dei 15 giorni previsti nella lettera per il pagamento - continua Taddei e ancora non sappiamo nulla. Aspettiamo il termine e poi, forti anche delle assicurazioni che l`assessore regionale Sciapichetti ci ha dato, vedremo chi pagherà, perché speriamo di non dover assistere alla doppia beffa, per cui la Regione dovrà sostituirsi al consorzio inadempiente, che magari è già stato pagato per le opere realizzate».

Entrando nel dettaglio delle somme riconosciute, «si tratta di 115mila euro lordi di retribuzione per 17 dipendenti (quattro italiani e 13 egiziani) - spiega Taddei -, tra cui anche l`operaio clandestino, che poi ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di giustizia, che deve avere circa 8mila euro per tre mesi. Oltre alla parte retributiva, ci sono 74mila euro di contributi, già anticipati dall`Inps, che ora si rifarà sull`azienda, e poi sanzioni per altri 30mila euro».

L`ispettorato ha certificato che tutti i dipendenti «lavoravano 10 ore al giorno, dal lunedì alla domenica, e quei pochi inquadrati risultavano avere un contratto metalmeccanico di primo livello, nonostante avessero delle mansioni tipiche di un operaio edile di secondo livello». Proprio per questo diverso inquadramento professionale, poi, per i 17 lavo- ratori scatterà anche un salario differito, che prevede un 23% in più sulle somme dovute, così come è stabilito dal contratto dell`edilizia.

A questo filone se ne potrebbe tuttavia aggiungere un altro, perché la Cgil, sempre nel marzo del 2018, aveva chiesto alla Regione di intervenire non soltanto per Gesti One, ma anche per un`altra ditta impegnata nella ricostruzione (che fa capo sempre al consorzio Arcale): la Europa srl.

«Ad oggi, l`accertamento (che interessa altri ventitré lavoratori) ancora non è concluso - incalza Taddei -, però si è concluso quello da parte della Procura, che ha fissato per il 6 marzo l`udienza per la richiesta di rinvio a giudizio per tre imputati, due romeni e un italiano titolare dell`impresa, per eventuali risvolti penali».

di Chiara Sentimenti
Il Resto del Carlino edizione Macerata 

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