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Genovesi: dal Tar del Lazio una sentenza storica, legittimo il limite al subappalto. Dunque  abbiamo ragione, nessuno ha più alibi.                                   

“La sentenza del Tar del Lazio del 24 aprile scorso dà ragione alla Fillea Cgil, anche rispetto al pronunciamento della Corte di Giustizia Europea del 26 settembre 2019: è legittimo porre una percentuale massima ai subappalti nella norma nazionale, cioè nel Codice degli Appalti”  questo il commento di Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, sulla sentenza del Tar Lazio che respinge il ricorso di un’importante azienda esclusa da un appalto per aver superato il limite percentuale sia del 30 che del 40% previsto dal Codice.

“La sentenza è importantissima per almeno tre ragioni: la prima perché esplicitamente riconosce che il ricorso al lavoro autonomo è configurabile come subappalto. Pur se consentito, quindi, il ricorso al lavoro autonomo è subordinato all’individuazione specifica del contenuto delle attività da svolgere e può riguardare solo attività accessorie o strumentali e non l’attività oggetto dell’appalto”.

La seconda ragione è la più importante per Genovesi "perchè riguarda il tema delicato della lotta alle infiltrazioni criminali" come si legge nel dispositivo: il contrasto al fenomeno dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici costituisce un obiettivo legittimo, che può giustificare una restrizione alle norme fondamentali e ai principi generali del Trattato di Funzionamento della UE che si applicano nell’ambito delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, pertanto,  l'attuale limite percentuale previsto dal Codice degli Appalti non può ritenersi contrastante con il diritto Comunitario.

Infine la terza ragione è che "la causa era stata intentata contro la Camera dei Deputi, che si è difesa ricorrendo proprio alle posizioni più volte assunte dalla Fillea Cgil sul corretto ricorso ai lavoratori autonomi e sulla legittimità dei limiti percentuali al sub appalto.  Questa sentenza rappresenta ora un punto di riferimento per le stazioni appaltanti e per gli operatori economici e speriamo che i tanti deputati ed imprese che invocano la liberalizzazione del subappalto, prendano atto che la tutela del lavoro, della sicurezza così come il contrasto all’irregolarità e alla criminalità vengono prima in tutte le sedi, anche in quelle giudiziarie e amministrative. Ora nessuno ha più alibi!” conclude il segretario. 

La sentenza del Tar Lazio pubblicata da Edilizia e Territorio

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