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I dati Fillea - Legambiente: in tre anni ricostruite 15 scuole su 21, 6 rimangono incompiute, 5 nelle Marche,1 in Umbria. Ad Accumuli, nel Lazio, la scuola è stata finita ma resta inutilizzata.                  

02.11.20 A che punto è la ricostruzione delle 21 scuole distrutte dagli eventi sismici che hanno devastato tra il 2016 e il 2017 l’Italia Centrale? A fare un nuovo bilancio è l’Osservatorio Nazionale Sisma Fillea-Legambiente con un focus sui 21 edifici scolastici individuati nella prima ordinanza (la n. 14 del gennaio 2017) e da realizzare entro l’anno scolastico 2017-2018. Ad oggi su 21 scuole ne sono state ricostruite 15, di cui 4 grazie alle donazioni, 6 rimangono incompiute di cui 5 nelle Marche e una in Umbria.  Ad Accumuli, nel Lazio, la scuola è stata finita ma l’edificio rimane inutilizzato. Motivo? A causa dei ritardi nella consegna, le famiglie hanno iscritto i figli altrove. Dunque sul fronte scuole, ancora cantieri aperti con lavori che procedono a rilento. Per l’Osservatorio Sisma occorre che si accelerino i lavori affinché nelle Marche e in Umbria si riescano a realizzare gli edifici che ancora mancano all’appello. 

“La ricostruzione delle scuole – spiegano Legambiente e Fillea Cgil - deve essere tra le priorità per la rinascita delle aree colpite dagli eventi sismici, e ora anche dagli effetti della pandemia, per la funzione educativa e per il ruolo di coesione sociale e di animazione culturale che ricoprono all’interno di una comunità. Per questo non sono più ammessi ritardi, occorre accelerare in questa direzione anche per contrastare quelle disuguaglianze sociali in aumento a causa della crisi pandemica. Come sempre l’Osservatorio vigilerà affinché sia garantita una ricostruzione di qualità e innovativa, prestando particolare attenzione alla sicurezza antisismica e idrogeologica, perché le scuole devono poter essere il luogo più sicuro e punto di riferimento per tutta la popolazione in caso di calamità; sia garantita l’efficienza energetica, per migliorare la vivibilità degli spazi e diminuire i costi economici puntando alla Classe energetica massima e a un bilancio energetico attivo; il benessere e la salute di chi la frequenta, prevenendo l’inquinamento indoor causato dai materiali usati, dall’inquinamento acustico, dall’inquinamento elettromagnetico; il sistema della mobilità per raggiungere gli edifici; la qualità della progettazione degli spazi educativi”. 

La scheda con i numeri, regione per regione >

Vai al Report Sisma integrale >

 

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