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In un panorama tutt’altro che favorevole per la nostra economia, dal settore dell’edilizia arrivano segnali incoraggianti, come spiega Alessandro Genovesi in un comunicato.                                         

In un panorama tutt’altro che favorevole per la nostra economia, dal settore dell’edilizia arrivano segnali incoraggianti, come spiega il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi "i dati registrati dalle Casse Edili nei mesi di luglio, agosto e settembre 2020 fanno segnare, rispetto agli stessi mesi del 2019, un positivo incremento delle ore lavorate (+ 4,4%), dei lavoratori (+13 mila) e della massa salari (+5%). Sapendo che una rondine non fa primavera e che sicuramente vi è stato un effetto rimbalzo rispetto ai mesi più duri del lockdown, questi dati fanno ben sperare."

Per la Fillea, questi numeri con il segno più davanti sono il frutto di tutti gli sforzi fatti in quel contesto di grave difficoltà "i protocolli sottoscritti, le attività del sistema bilaterale edile per mandare avanti, anche se al minimo, i cantieri e metterli in sicurezza, contribuendo così alla ripresa più generale del Paese: tutto questo ha prodotto importanti risultati. Ora, continuando a mantenere alta l’attenzione alla salute dei lavoratori e al contenimento del rischio di contagio in questa seconda ondata del Covid, occorre però spingere all’accelerazione delle opere, pubbliche e private."

Al riguardo, per Genovesi diviene fondamentale "sul versante dell’edilizia privata prorogare il super bonus 110% almeno fino al 2025, allargandolo anche all’abbattimento delle barriere architettoniche come chiesto recentemente da Fillea Cgil, Sindacato Pensionati, Legambiente, Auser, Abitare Anziani al Governo” mentre sul versante degli appalti pubblici "occorre continuare a mettere a terra le opere previste dai contratti di programma Anas e RFI e dai Fondi per gli Enti Locali, oltre che da quanto previsto anche recentemente per l’edilizia sanitaria.”

Il tutto "accompagnato dall’urgenza di varare il decreto previsto dalla legge 120/2020 per il Durc di Congruità al fine di contrastare il lavoro irregolare e da specifici accordi da sottoscrivere con MIT, Commissari e con le grandi stazioni appaltanti per la creazione, soprattutto sui cantieri più importanti, di nuova occupazione. Rimangono infatti ancora tanti problemi, dal contrasto al dumping contrattuale alla formazione di quelle professionalità necessarie per il green building, all’esigenza di dare un posto di lavoro, stabile e sicuro, a centinaia di migliaia di disoccupati, giovani e donne in primis, ma riteniamo che si stia andando nella direzione giusta” conclude il leader degli edili Cgil.

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