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Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza: la nuova bozza va nella direzione giusta, su infrastrutture e proroga 110 serve continuità. La dichiarazione di Alessandro Genovesi.                  

“Le ultime bozze del Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza, circolate in queste ore, in particolare per quanto riguarda efficienza energetica e riqualificazione degli edifici (pubblici e privati) con la proroga del bonus 110%, completamento infrastrutture per una mobilità sostenibile, lotta al dissesto idrogeologico, segnano una positiva accelerazione di quegli interventi, in parte già presenti nell’allegato Italia Veloce e nella legge Finanziaria, necessari ad aumentare la competitività del Paese, l’occupazione e contribuire così alla riduzione delle disuguaglianze, con particolare attenzione a Mezzogiorno e aree interne”. 

Così commenta in una nota Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, il principale sindacato delle costruzioni.

“Come richiesto da CGIL, CISL e UIL però queste indicazioni e proposte devono ora diventare oggetto di un serrato confronto con le forze sociali e produttive, sapendo che, per quanto riguarda il settore delle costruzioni, diverse scelte sono state già compiute e condivise: dall’utilizzo delle norme previste dalla legge 120/2020 (conversione del DL semplificazioni) in alternativa al “modello Genova” all’importante intesa dell’11 Dicembre sulle opere pubbliche sottoscritta da Fillea Cgil, Filca Cisl, FenealUil con il Mit e finalizzata alla creazione della massima occupazione possibile, dalle intese sottoscritte con Ministero dell’Istruzione e Ministero della Salute all’allargamento del bonus 110 anche per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Molto rimane ancora da fare però - prosegue Genovesi - dall’emanazione da parte del Ministro Catalfo del decreto per generalizzare il Durc di Congruità (pre-condizione per evitare che le tante risorse vadano ad alimentare lavoro nero ed irregolarità varie) a quella qualificazione delle stazioni appaltanti e relative assunzioni di migliaia di figure tecniche, necessarie a cantierizzare presto e bene le tante opere. Su questo registriamo ancora limiti e timidezze non giustificabili, da parte del Governo, nonostante le richieste avanzate non solo dal sindacato ma anche dall’ANCI, UPI, ecc. cioè da tutte le rappresentanze degli enti locali”.

Per Genovesi "le imponenti risorse destinate ai vari capitoli - oltre 80 miliardi tra risorse nazionali, Recovery Fund, nuova programmazione dei fondi europei - e la necessità di completare e attuare le intese sottoscritte per rilanciare il settore dopo anni di crisi e centinaia di migliaia di posti di lavoro persi, impongono di garantire stabilità e continuità anche nell’azione amministrativa e di programmazione del Governo. E’ il momento della responsabilità e gli interessi generali del Paese devono prevalere su tutto. Noi come sindacato faremo come sempre la nostra parte, mettendo il sistema contrattuale e delle relazioni industriali a disposizione di una ripresa economica basata su maggiore occupazione, più sicura e di qualità, rilanciando su formazione, qualificazione, nuove professionalità green. Chiediamo a tutti i nostri interlocutori, politici, istituzionali e datoriali, altrettanta serietà e lungimiranza” conclude il numero uno di Via Morgagni.

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