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“Più occupazione, più qualità, più sicurezza,  per un modello di sviluppo sostenibile e giusto”: appello Fillea appello al presidente Draghi, pubblicato oggi su social ed alcuni quotidiani nazionali.       

“Per la ripartenza del settore delle costruzioni è stato messo molto nel "piatto": fondi ed incentivi per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici pubblici e privati, fondi per la rigenerazione urbana e la mobilità sostenibile, risorse per il rilancio dell’edilizia popolare e per le manutenzioni straordinarie, risorse del Recovery Fund” si legge nell’appello.

Secondo la Fillea “i provvedimenti sono quelli giusti ma...nei cantieri tornano a crescere infortuni mortali e lavoro nero, e si riaffacciano speculazione e rendita immobiliare. Alla fine, il conto rischiano di pagarlo i lavoratori del settore, le famiglie più disagiate, le imprese più serie, gli amministratori più responsabili.” 

Per questo la Fillea avanza alcune richieste al Governo e a tutti gli enti locali: 

  • che gli accordi sottoscritti con il MIT l’11 dicembre 2020 e il 22 gennaio 2021 su tutte le opere pubbliche commissariate e sulle opere finanziate dalla missione 3 del PNRR siano estesi a tutti gli interventi finanziati dalle risorse pubbliche destinate al settore, dalla rigenerazione urbana alle piccole opere di manutenzione. Quegli accordi prevedono infatti di applicare il Ccnl dell’edilizia contro ogni forma di dumping, rafforzando le tutele del Codice degli Appalti, tutelando salute e sicurezza e imponendo il divieto di straordinari così da creare il maggior numero possibile di posti di lavoro come ci chiede l’Europa;
  • che venga varato il decreto attuativo per il Durc di Congruità come previsto dalla legge 120/2020 e sollecitato da tutte le parti sociali del settore, per combattere il lavoro nero che nelle costruzioni supera il 25%, consapevoli che dove c’è lavoro nero ed illegalità, il rischio di incidenti e infortuni è molto più alto;
  • che venga resa operativa la patente a punti prevista dal Testo Unico sulla sicurezza e mai attuata, per premiare le aziende che investono sulla salute dei lavoratori e colpire chi si arricchisce sulla pelle degli operai;
  • che venga introdotto il reato di omicidio sul lavoro sul modello dell’omicidio stradale, per garantire certezza della pena e poter agire sui patrimoni a tutela delle famiglie delle vittime;
  • che vengano immediatamente potenziati i servizi ispettivi, dopo che sono stati ridotti al minimo storico, in termini di organici e strumentazione.

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