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Prosegue il confronto tra parti sociali e Ministero del Lavoro. Genovesi: riteniamo sia stata scelta la strada meno efficace per una vera politica di qualificazione e selezione delle imprese.            

“Al di là del merito del decreto attuativo illustrato oggi alle parti sociali sulle modalità di assegnazione, perdita e recupero dei ‘crediti’ della nuova patente, ribadiamo come la sfida vera era e rimane la qualificazione delle imprese all’ingresso, prima di entrare in cantiere, magari riformando lo stesso sistema delle certificazioni SOA e rendendole obbligatorie anche per gli appalti privati. Insomma oltre che aver da sempre chiesto l’estensione della patente a tutti i settori con maggior rischio di infortuni, riteniamo che si è scelta la strada meno efficace per una vera politica di qualificazione e selezione delle imprese più serie”. E’ quanto afferma il Segretario generale Fillea Cgil Alessandro Genovesi dopo l’incontro del 10 luglio al Ministero del Lavoro per illustrare la versione quasi definitiva del decreto attuativo della ‘patente a crediti’ in edilizia.

“Come Fillea Cgil – prosegue Genovesi - ci siamo adoperati nei diversi momenti di confronto con l’obiettivo di ridurre al minimo il danno e anche la scarsa utilità pratica che la nuova patente rischia di avere, tra crediti aggiuntivi, che possono arrivare se non a 100 poco ci manca, e modalità di recupero”.

“Sicuramente rispetto alle bozze presentate sia a fine maggio che a metà giugno, diversi punti posti dal sindacato sono stati accolti come ad esempio: l’obbligo di formazione per lavoratori e non solo per i datori, un sistema che premia di più gli investimenti in tecnologie per la sicurezza, imprese che inquadrano meglio i propri dipendenti, la formazione aggiuntiva con particolare attenzione ai migranti, l’asseverazione dell’organizzazione del cantiere fatta dagli enti bilaterali del settore. In sintesi criteri più di merito rispetto alla mera ‘anzianità’ dell’impresa”.

“Ora vediamo le ultime modifiche annunciate in sede di confronto oggi, per un giudizio di merito tecnico più complessivo. Tuttavia rimaniamo molto scettici sulla funzionalità di una così macchinosa ‘patente a crediti’ e dei troppi casi in cui vanno aggiunti e ricalcolati i punteggi. Un meccanismo che rischia di perdere efficacia nel ridurre infortuni e malattie professionali soprattutto senza una chiara indicazione obbligatoria agli ispettori di sospendere la patente di fronte a gravi colpe del datore da cui derivino infortuni gravi”  conclude Genovesi.

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