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Il 25 Maggio a Bologna si svolgerà la manifestazione interregionale per il Nord Italia dei lavoratori edili (concentramento in piazza XX Settembre alle ore 9.30 dove confluiranno i lavoratori delle regioni dell’Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli e Trentino). In tutto il territorio nazionale si svolgeranno 5 manifestazioni interregionali (Bologna, Roma, Bari, Palermo, Cagliari).

La giornata di mobilitazione si è resa necessaria per richiamare il governo Gentiloni alla coerenza tra quanto convenuto con CGIL CISL UIL in tema di previdenza con l’inserimento dell’APE sociale e quanto definito in sede parlamentare nell’applicazione della norma. Infatti per i lavoratori che svolgono lavori gravosi i requisiti dei 36 anni di contributi e degli 6 anni continuativi per l’accesso all’APE social, sono stati inseriti successivamente. L’attuale norma non tiene conto della discontinuità lavorativa che i lavoratori edili sono costretti a subire. L’effetto pratico è che potranno andare in pensione pochi lavoratori, vanificando l’affermazione che “non tutti i lavori sono uguali” ai fini dell’accesso pensionistico. Per queste ragioni gli operai edili chiedono la modifica della norma, perché lavorare fino a 70 anni sull’impalcatura è impossibile.

Dalla Lombardia parteciperanno circa 700 lavoratori che si sposteranno con 8 autobus (1 autobus da Bergamo, 1 da Brescia, 2 da Milano, 1 da Como, 1 da Pavia, 1 da Mantova e 1 da Sondrio con Lecco), con i treni (da Milano, da Mantova e da Brescia), con Pulmini (da Varese) e con le auto (da Bergamo, Varese, Como).

Le manifestazioni chiedono all’ANCE nazionale la firma celere del CCNL. A 11 mesi dalla scadenza da quello precedente le trattative non hanno prodotto significativi risultati.

Gli operai edili chiedono alle imprese maggior sicurezza sul lavoro. Il settore continua a commentare gli infortuni mortali che avvengono sui cantieri, si commentano gli infortuni che si evitano ma non si registra l’inversione di tendenza. Al lavoro si deve andare per vivere, non per morire. Le imprese devono investire in sicurezza sul lavoro e non essere attente solo ai profitti.

Le manifestazioni chiedono alle istituzioni un piano straordinario di manutenzione delle infrastrutture, il rafforzamento della politica della riqualificazione energetica e sismica degli edifici esistenti, la messa in sicurezza del territorio e il rilancio delle opere infrastrutturali ( a partire da quelle su ferro) del paese.

La mobilitazione e la lotta continuerà finché non si registreranno delle risposte positive alle legittime istanze degli operai edili.

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