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28.01.13 Tutti gli interventi ed i materiali della Conferenza di Programma della Cgil svoltasi il 25 e 26 gennaio al Palalottomatica di Roma. Le sintesi degli interventi di Ferdinant Preka, della Fillea Emilia Romagna, e di Aura Caraba, delegata Fillea che è intervenuta a nome della Cgi del Trentino..


SINTESI DELL'INTERVENTO DI FERDINANT PREKA, FILLEA CGIL EMILIA ROMAGNA
in edilizia 550mila posti persi, un sistema delle imprese sempre più destrutturato e deregolato dove vince la legge del ribasso e della riduzione dei costi fatta a discapito della qualità, dei diritti e della sicurezza dei lavoratori. Tutto questo, insieme al venir meno delle regole, ha prodotto nel settore dell’edilizia in 4 anni di crisi, da una parte il boom di elusione ed evasione fiscale e contributiva - 400mila lavoratori irregolari e 30 miliardi di euro sfuggiti ai controlli – e dall’altra l’espansione delle economie criminali nel sistema delle imprese e negli appalti. A tracciare il drammatico quadro della crisi delle costruzioni è Ferdinant Preka, delegato Fillea Cgil dell’Emilia Romagna. Arrivato nel 1995 dall’Albania su un gommone, 4 anni di lavoro nero, poi finalmente il permesso di soggiorno ed il lavoro regolare, Ferdinant da agosto 2012 è in distacco temporaneo per realizzare nella sua regione un progetto legato alla ricostruzione post-sisma, che vede coinvolte le strutture Cgil e Fillea del territorio e nazionali. Qualità e regolarità del lavoro, dell'impresa e degli appalti, investimenti per la messa in sicurezza del territorio: nel suo intervento Ferdinant ricorda le proposte della Fillea per portare il settore fuori dalla crisi “occorre eliminare definitivamente il ricorso agli appalti al massimo ribasso e limitare i subappalti e le altre forme anomale di affidamento dei lavori. Occorre una legge che definisca cosa è una impresa edile, quali devono essere i requisiti minimi in termini di qualità è di struttura dell'impresa per poter operare sul mercato, dando garanzie ai cittadini utenti e ai lavoratori. Basterebbe dare attuazione a quanto definito nell'avviso comune fra le parti sociali sulla patente a punti, prevista dal D.lvo 81. Occorre definire un vincolo legislativo che renda esigibile l'adozione del Durc per congruità anche nei lavori privati così come definito nel contratto nazionale vigente” racconta Ferdinant Preka, ricordando poi la necessità di tutele sociali e ammortizzatori adeguati “che tengano conto della peculiarità del lavoro edile, della sua intermittenza e della sua gravosità.” Sul fronte degli investimenti, prioritari “un programma di rigenerazione delle città e delle aree metropolitane, una diffusa riqualificazione verso il risparmio energetico e soprattutto la messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico”.


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SINTESI DELL'INTERVENTO DI AURA CARABA, DELEGATA FILLEA, INTERVENUTA PER LA CGIL TRENTINO
“L’Europa deve esser il nostro orizzonte, il nostro faro per guidarci in questo difficile periodo e dare soluzione alla crisi sistemica. Più Europa serve all’Italia, per colmare il deficit di competitività che dura da anni. Dopo la stagione dell’austerity fine a se stessa, deve aprirsi un’Europa di solidarietà.” È il contributo di Aura Caraba, della Cgil del Trentino, alla conferenza di programma del sindacato in corso a Roma. La sindacalista pone al centro del cambiamento proprio le politiche europee: “La Cgil – osserva – ha bisogno di confrontarsi anche con le altre organizzazioni sindacali del Vecchio Continente: c’è bisogno di un coinvolgimento serio e approfondito. Un simile piano del lavoro, se adottato a livello Ue, potrebbe avere effetti più significativi”. È fondamentale, a suo giudizio, il coinvolgimento a tutti i livelli degli attori sociali ed economici: “Il destino dell’Italia e dei suoi territori è uno solo, evitiamo il rischio di nuove bolle finanziarie. Il vero nodo è il lavoro, bisogno crearne di nuovo e renderlo sicuro e stabile, altrimenti non ci sarà mai ripresa. Confido fortemente - conclude - che l’occhio di riguardo che la Cgil ha avuto nei confronti di alcune fasce più deboli del lavoro continui, in particolare verso i lavoratori stranieri e le loro famiglie, vero cardine dell’economia”.
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