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10.01.14 "La Fillea Cgil aderisce alla mobilitazione collettiva di tutti i lavoratori dei Beni Culturali e sarà presente con la Coalizione Abbracciamo la Cultura in piazza del Pantheon a Roma l'11 gennaio ad un sit-in dalle ore 10.30 alle ore 14.00, con lo slogan “500 No al MIBACT: per la buona occupazione nei Beni Culturali" è quanto si legge in un comunicato della Fillea
La storia inizia ad agosto, con il varo del decreto Valore Cultura, quando il Presidente del Consiglio Letta aveva annunciato con grande enfasi: daremo lavoro a 500 giovani per la Cultura. Poi "il 7 dicembre scorso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo ha pubblicato il bando “500 giovani per la Cultura”, che prevede uno stage formativo di 12 mesi per 500 laureati under 35 presso gli istituti, siti e musei statali, con un compenso lordo annuo di € 5000."
Solo a seguito delle proteste sollevate da migliaia di lavoratori dei BB.CC., della associazioni professionali e dei sindacati, che riuniti in un variegato movimento di opinione, hanno lanciato l'hashtag #500schiavi, segnalando le incongruenze e la delusione per un provvedimento a lungo atteso e che ha mostrato invece tutte le sue crepe, e dopo l'annuncio di impugnare il bando, il Ministro Bray ha ritenuto di modificarne i termini ed eliminare i profili di più evidente  illegittimità."
Al di là delle modifiche dei termini del bando, per la Fillea "è l'impostazione del Decreto Valore Cultura che rischia di penalizzare la tutela del nostro patrimonio e l'occupazione nel settore. Resta irremovibile la convinzione che in questa fase fosse necessario dare un segno deciso per il riconoscimento dei professionisti dei Beni Culturali, per la buona occupazione e per sconfiggere la cultura della “collezione di titoli” che rimangono difficilmente spendibili; dare lavoro vero e non altra ed infinita formazione."
Il tema non è solo "se la forma del bando è legale o meno, ma se è politicamente accettabile che si risponda alla fame di lavoro e stabilità con un provvedimento che bene che vada coprirà con pochi investimenti il tempo di un anno per non dare vere prospettive lavorative. Avremmo preferito - prosegue la nota Fillea - soluzioni diverse che affrontassero con determinazione i grandi fattori di crisi del mercato del lavoro connesso ai beni ed alle attività culturali, che ponessero al centro della loro azione tutele e opportunità,  che i servizi pubblici fossero messi in grado di programmare correttamente i propri fabbisogni professionali e occupazionali, senza ricorrere a forme surrettizie e mortificanti di sostituzione di carenze di professionalità interne sempre più evidenti, frutto di politiche sbagliate di tagli lineari al costo del lavoro. In questo senso le poche risorse disponibili andrebbero indirizzate a processi di buona occupazione, sia per l'organico interno che per l'indotto. Riconoscendo e tutelando le condizioni professionali che a vario titolo lavorano per garantire servizi ai cittadini e utilizzando la formazione come vera opportunità di inserimento occupazionale dei giovani."
Sono migliaia "i professionisti già formati e altamente qualificati, la maggior parte dei quali ben oltre i 35 anni, che da anni –talvolta da decenni- collaborano col Ministero nelle attività di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, con contratti sottopagati delle più disparate tipologie che spesso incorrono in veri e propri illeciti amministrativi, o con appalti dai ribassi inaccettabili, avremmo voluto provvedimenti rivolti a loro, scongiurando con l'impegno di risorse la scomparsa professionale di generazioni intere, che la mancanza di certezze e la crisi  economica stanno spingendo fuori dal mercato del lavoro."
Per questi motivi, conclude la Fillea "il 20 Dicembre 2013 abbiamo preso parte ad un sit-in presso la sede del Mibact e saremo ancora in piazza con la COALIZIONE ABBRACCIAMO LA CULTURA l'11 Gennaio con lo slogan “500 No al MIBACT: per la buona occupazione nei Beni Culturali!”
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