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Numero Zero Sindacato Nuovo, aprile 2019. Legalità nella ricostruzione post sisma 2016. L'impianto contrattuale e normativo, un esempio da estendere sul territorio e alle grandi opere. Di Graziano Gorla

L’obiettivo della nostra iniziativa sindacale nell’area del sisma 2016, fin dall’inizio della fase di emergenza si è indirizzata a introdurre per via contrattuale ed azione legislativa alcuni strumenti, da tempo rivendicati dal Sindacato, per una corretta e regolare applicazione del contratto di lavoro edile, il contrasto al lavoro nero ed irregolare, la prevenzione ed il contrasto alla illegalità (distacco di manodopera, intermediazione illecita, regolarità negli appalti e subappalti, per citare i più noti e ricorrenti) e alle possibili infiltrazioni criminali e mafiose.

Da allora abbiamo realizzato importanti accordi sindacali di grande valore per la categoria, mi riferisco, in particolare all’accordo sul Durc per congruità che consente di individuare la giusta e corretta quantità di lavoro edile impiegato nei cantieri necessario alla realizzazione della singola opera. Parallelamente abbiamo agito sui tavoli Istituzionali e, con il precedente Governo, siamo giunti a sottoscrivere un Protocollo di Legalità per le aree interessate dal sisma 2016 sui temi della prevenzione e del contrasto a possibili infiltrazioni criminali e mafiose con la Struttura di Missione istituita presso il Ministero degli Interni, alla quale tutti i soggetti economici interessati si devono iscrivere per ottenere la certificazione antimafia e  poter così partecipare ai lavori di ricostruzione sisma 2016.

Il Protocollo di legalità istituisce un tavolo nazionale di monitoraggio sui flussi di manodopera che ha anche il compito di coordinare i tavoli prefettizi locali (confermato con le seconde linee guida antimafia sisma 2016). Continuando nella nostra azione di confronto con il Governo ed il Ministero dell’Interno, vediamo finalmente accolta la nostra richiesta del settimanale di cantiere con il coinvolgimento attivo delle casse edili che dispongono di importanti dati, conoscenze e professionalità in grado di fornire un quadro maggiormente aggiornato da offrire ai tavoli di monitoraggio sui flussi di manodopera per migliorarne selettività ed incisività degli interventi che si riterranno necessari.

Saranno le casse edili/edilcasse territoriali (oltre alle prefetture locali) le destinatarie delle informazioni settimanali da parte delle imprese che dovranno inviare l’elenco dei lavoratori, cantiere per cantiere, qualifica per qualifica, comprendendo anche le singole partite iva, entro il venerdì pomeriggio della settimana prima permettendo un riscontro in tempo reale di chi opera nei cantieri, favorendo il monitoraggio costante dei flussi di manodopera impiegata dalle imprese come previsto dai tavoli provinciali/territoriali  istituiti presso le Prefetture locali.
Le notifiche preliminari sull’avvio dei cantieri, l’introduzione del Durc per Congruità e del settimanale di cantiere inviato anche alle Casse Edili/Edilcasse mettono in condizione il Sindacato di avere maggiori strumenti di conoscenza preventiva e di intervento nei cantieri edili, permettendoci così di migliorare la nostra azione sindacale. 

Quanto previsto dalle Terze linee guida antimafia Sisma 2016 sul settimanale di cantiere, quanto concordato sul DURC per Congruità, i tavoli permanenti di monitoraggio sui flussi di manodopera, la corretta applicazione del contratto di lavoro dell’edilizia, sono norme da estendere a tutto il settore delle opere edili e a tutto il Paese, questo è l’obiettivo che ci poniamo nella sottoscrizione dei protocolli sulla legalità provando ad uscire dalla logica dello “schema” delle prime linee guida antimafia dove veniamo chiamati a sottoscrivere protocolli standard e definiti.

Un lavoro impegnativo, non certo semplice visti anche i cambiamenti avvenuti con il Governo attuale ma che dobbiamo impegnarci a proseguire con un’azione articolata sul territorio in costante raccordo con il centro nazionale, come abbiamo fatto nel protocollo di legalità per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova. 

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