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Numero Zero Sindacato Nuovo, aprile 2019. Osservatorio Sisma 2016, il secondo rapporto. Di Maria Maranò, segreteria Legambiente Nazionale.

Dopo i tragici eventi sismici che si sono succeduti da agosto 2016 nel Centro Italia, Fillea e Legambiente hanno dato vita all’Osservatorio nazionale per una ricostruzione di qualità. Abbiamo voluto unire gli sforzi e le competenze, diverse ma complementari, per una ricostruzione di qualità, sostenibile, sicura, innovativa, trasparente, attenta alla sicurezza del lavoro.

I fatti hanno confermato l’intuizione che ha sostenuto la nascita dell’Osservatorio: la stretta connessione tra qualità e sicurezza del lavoro e qualità del costruito. Le casette (SAE) nel maceratese, e non solo, che sono risultate inagibili a distanza di poco tempo, per l’utilizzo di materiale scadente e messa in opera sbagliata, sono anche quelle costruite in cantieri segnalati dalla Fillea per la presenza di lavoro irregolare. 

In quasi due anni di lavoro l’Osservatorio ha monitorato, e dato conto con periodici dossier, sullo stato di avanzamento dei lavori rispetto alla consegna delle SAE, alla ricostruzione delle scuole, alla messa in sicurezza del patrimonio culturale, alla gestione e recupero delle macerie, alla tutela del lavoro e al rischio di infiltrazioni criminali. Uno strumento di denuncia, di proposta, di trasparenza al servizio dei cittadini e che ci ha permesso, con dati e analisi, di interloquire con autorevolezza con le istituzioni. 

La ricostruzione nelle quattro regioni purtroppo procede troppo lentamente, la fiducia nella rinascita rischia di essere compromessa. La parola che va molto di moda per accelerare la ricostruzione è “semplificazione”, pericolosa se diventa la parolina magica. Negli incontri con l’attuale Governo abbiamo ribadito con forza che la semplificazione non può avvenire a scapito della sicurezza, della qualità, della legalità.

L’aria che tira però non è buona. Si stanno chiedendo meno controlli, deroghe al codice degli appalti, insomma mani libere. Il condono edilizio per Ischia, ed anche il pasticcio sulle difformità edilizie nel centro Italia, inseriti nel decreto Genova sono un precedente di semplificazione che non ci piace. Continueremo insieme a vigilare. C’è però un’altra sfida di cui dovremo farci carico. Dobbiamo sollecitare e farci promotori di una discussione seria e aperta su come dotare il nostro paese di una legge quadro per affrontare le emergenze, che faccia tesoro dell’esperienza, per evitare che per ogni disastro si ricominci ogni volta daccapo, secondo il Governo di turno.

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