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Sindacato Nuovo, marzo 2020. I primi 100 anni della Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza. Cew ne parla Katiuscia Calabretta, segretario generale Fillea Milano.          

Questa è l’immagine che anche la Cassa Edile ha deciso di utilizzare per raccontare la sua storia, quella di un albero che affonda le sue radici nel primo dopoguerra, l’istituzione della Cassa risale infatti al contratto di lavoro del 1° Aprile 1919 stipulato tra il “Collegio dei Capimastri di Milano” e l’“Associazione Mutuo Miglioramento fra Muratori, Badilanti, Manovali e Garzoni di Milano”. Nasce per fornire sussidi ai lavoratori di Milano e Provincia involontariamente disoccupati a causa dello stato di guerra e sprovvisti di assistenza statale. Rappresenta il primo esempio di istituto assistenziale della categoria edile al quale le Casse Edili, che sono nate successivamente, si sono ispirate.

Come sappiamo da anni le Casse Edili e la bilateralità tutta rappresentano un modello di welfare, di presidio della regolarità, di formazione e prevenzione. I tre giorni dedicati al centenario a Milano sono stati l’occasione per riflettere assieme su quanto si è fatto, su quanto si sta facendo e soprattutto sul futuro della nostra bilateralità. Le tavole rotonde che hanno visto il coinvolgimento delle università, delle istituzioni locali e nazionali, dei colleghi di settore europei, oltre naturalmente alle parti sociali a tutti i livelli, sono state occasioni di confronto proficuo.

Nel 2018 la Cassa Edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza ha erogato prestazioni di carattere sanitario, scolastico e sociale a 44.434 beneficiari (lavoratori e familiari) per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro e ha corrisposto a 11.856 imprese rimborsi per trattamento economico di malattia e infortunio, oltre a premialità di vario titolo, per un valore di 2,8 milioni di euro.

Milano attrae sempre più capitali, anche dall’estero, nei prossimi 10 anni arriveranno 13 miliardi di investimenti immobiliari, non focalizzati esclusivamente sul centro storico, ma anche sulle aree suburbane. Gran parte di questi capitali sono in mano a poche importanti società immobiliari o a fondi statunitensi, australiani, qatarioti. Il punto diventa quindi governare questi fenomeni di trasformazione di una grande area metropolitana; dalla riconversione dell’area di Expo, alla Città della Salute a Sesto San Giovanni, al nuovo stadio, alla riqualificazione degli scali ferroviari, al prolungamento delle linee metropolitane, al ridisegno di alcuni quartieri, passando per le Olimpiadi invernali del 2026, l’impatto sarà notevole. Il PGT del Comune di Milano dà indicazioni forti nella direzione del contenimento del consumo di suolo, dell’obbligo per le nuove costruzioni di essere a zero emissioni di CO2, della creazione di spazi verdi, del recupero del patrimonio edilizio degradato, resta però necessaria una più ampia e strutturata regia politica e noi crediamo di avere un’esperienza sufficientemente solida (come una quercia appunto) per poter dare, come sindacato e come soggetti della bilateralità edile, un contributo importante di idee e di azioni per uno sviluppo sostenibile della nostra città.

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