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Sindacato Nuovo, Aprile 2021. Investire sull’occupazione femminile vuol dire crescita per tutto il Paese. Di Susanna Camusso, Responsabile Politiche Internazionali e di Genere Cgil.

Half of it è lo slogan con cui movimenti di donne, organizzazioni femminili e femministe hanno sostenuto e sostengono che metà delle risorse di Next Generation UE devono essere investite in politiche utili a contrastare il divario di genere.
La stessa Commissione europea, sicuramente anche per la pressione del movimento delle donne, ha nel frattempo introdotto nei criteri l’attenzione alle politiche di genere.
Peraltro anche in Italia mentre la prima versione del PNRR prevedeva una singola voce per le politiche di genere, nella seconda lo introduce come priorità trasversale, insieme ai giovani ed al Mezzogiorno.
Vedremo che cosa farà il nuovo governo: il Presidente del Consiglio ha affermato, nel presentarsi alle Camere per la fiducia, che avrebbero lavorato sullo stesso impianto predisposto dal governo precedente, quindi non dovrebbero cambiare le priorità trasversali, ma sicuramente è necessario che vengano indicati i risultati attesi, quantificandoli per ogni progetto. 
Per garantire un’efficacia delle politiche bisogna sempre predisporre la valutazione di impatto ex ante ed il monitoraggio.
E’ indubbio che nel nostro paese l’occupazione femminile è una vera emergenza, lo dimostrano i numeri: le donne sono la stragrande maggioranza di coloro che hanno perso il lavoro durante la pandemia, ma non solo, il tasso di occupazione femminile, ancor più per le giovani donne, è il più basso d’ Europa.
Abbiamo oggi un tasso di occupazione del 48,5 lo stesso del 2005: abbiamo perso15 anni, nei quali, però, il tasso di occupazione era aumentato di poco più di due punti.

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